C'è un luogo e un tempo per tutto, Kato, mio fedele servitore giallo.

Ispettore-Capo Clouseau
 

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Always (del 17/08/2004 @ 03:20:42, in viaggio 2004, linkato 858 volte)

Tallinn (EST) - 17/08/04 (km 4.840)

Aperitivo a Helsinki in 18 minuti. Neanche il miglior Guido Nicheli avrebbe potuto far meglio. "Ivana, fai ballare l'occhio sul tic: Hotel Rock di Tallin, aperitivo a Helsinki in 18 minuti!"
Come? Ma e' ovvio, in elicottero!

Il Majesty ha sofferto un po' di questo abbandono e infatti ha deciso di sedersi e non muoversi... ho forato! Si, un bel chiodo si e. conficcato nella ruota posteriore, ma per fortuna la tubeless regge bene e fino a domani lo tengo a riposo. Ma torniamo all'elicottero. La societa' Copter Line feffettua un servizio ogni ora da Tallin a Helsinki e ritorno con prenotazione dei posti su internet con la formula di RyanAir, con tariffa minima a 59 euro.

Non sono mai salito su un elicottero prima d'ora, e il prezzo e' decisamente invitante! E' fatta, Riga puo' aspettare, l'elicottero no. Andiamo a prenotare, ma il prezzo e' leggermente piu' alto, 89. Si vive una volta sola! Ormai siamo qui, torniamo in traghetto. "Barboni!" mi sento nella testa con la voce di Guido Nicheli. Abbiamo i posti in prima fila, e dopo il controllo documenti saliamo e ci leghiamo bene. Piccolino, fa una strizza, anche perchè comincia a piovere, andiamo bene! Ma l'elicottero non la sente neanche.
Davanti ci sono due piloti, che si muovono meno dei Thunderbirds, i pupazzetti che volavano nello spazio nel serial americano anni '60, che l'anno scorso passavano su Italia 1. Uno legge, l'altro parla, ma la bocca non si muove, e non e' un disco! Stiamo viaggiando a 240 all'ora, sono in elicottero con i miei amici, che da bravi ingegneri hanno calcolato qualsiasi cosa.

Non fa cosi' tanta paura come pensavo, anzi, dopo i primi 5 minuti diventa quasi noioso, ma per fortuna dura poco. Arriviamo a Helsinki con un cielo nero carbone, se scarica e non siamo in un pub siamo finiti, e infatti mentre ci strafoghiamo di pesce fritto sul porto viene giu' una piscina d'acqua. Furbi!

Giriamo per Helsinki, ma senza scooter c'e' poco da vedere, lo struscio nelle vie del centro dove nel weekend la gente si spacca d'alcol in maniera imbarazzante, a tutte le età. Meglio una puntatina da Stockman's, la Rinascente locale, ma poi e' ora del traghetto, stasera ci aspetta la terza sera a Tallin. 2 ore di nave veloce e siamo davanti all'hotel Rock, disdetto stamattina. Ci pregustiamo la welcome beer, ma invece e' completo!

Resta libero un motel sulla provinciale, a 10 km dal centro, ma con il Majesty zoppo e il buio cosa potremmo fare? Satsera e. mercoledi', e a Tallin e' meglio del sabato, c'e' vita.
Ristorante, birre e shot, ma poi e' il momento dell'Hollywood, una discoteca che fa impallidire l'omonima di Milano. Modelline care bye bye, queste non hanno mille grilli per la testa! L'hollywood apre solo un giorno alla settimana e ne vale la pena, almeno per lo spettacolo, la musica tecno e soprattutto una cubista nera che si muove come un felino.
Sono inebriato, c'e' un ben di Dio da perderci la testa, ma una concorrenza d'italiani imbarazzante, si sentono parlare 20 dialetti diversi. E' una guerra all'ultimo sangue, buttiamoci!

 
Di Always (del 14/08/2004 @ 02:48:00, in viaggio 2004, linkato 604 volte)

San Pietroburgo (RUS) - 14/08/04 (km 4.230)

Ce l'ho fatta, sono in Russia! A pensare a tutto quello che ho dovuto passare in Italia non ci credo ancora, ma per fortuna l'agenzia di Milano San Pietroburgo.it mi ha dato una gran mano per il visto, in consolato ho perso due giornate solo in coda...

Parto presto dal campeggio di Tykkimaki perche' sono a 120 km dal confine e mi aspettano le proverbiali code in dogana. Sono le 7.30 quando accendo la moto e non fa freddo, si gela! Il termometro segna 9 gradi e sta per piovere. Indosso l'antipioggia e srotolo finalmente il Termoscud che non avevo mai usato, e io che non volevo neanche portarlo! Nenache la grandine mi ferma, i chicchi rimbalzano sul casco come sassolini, ma io procedo, un po' frastornato.

Arrivo alla dogana finlandese dove un soldato probabilmente russo mi controlla il passaporto. Spasiba! Dopo 3 minuti si alza la sbarra e passo. Intanto e' uscito il sole, buon segno? Poco dopo arrivo a uno chalet svizzero dove un soldato in divisa che potrebbe essere mio figlio guarda il mio scooter. Yamaha? Ma dai, un fan di valentino? Sai mai... Alza la sbarra e mi fa passare con un gesto che non usano neanche alla dogana di Chiasso quando hanno fretta. Ma come, tutto qui? Protesto! Gli dico che devo fare l'assicurazione mostrando quella italiana. In Russia infatti l'assicurazione italiana non copre e bisogna farne una apposta alla frontiera. Mi dice "No problem" e fa cenno di andare per una strada dritta. Non ci credo, e i visti, le code? Sono in Russia? Il cartello tipico dei limiti di velocita' direbbe di si. Mah.

Mi fermo in un negozietto a fare shopping, ma si paga in rubli e il cambio è alla russa, praticamente 1 a 1! Vado, ormai mi aspetta solo San pietroburgo, però queste leggende delle giornate in fila per passare la dogana...e dopo pochi chilometri tra i boschi, eccola li la vera coda!
Una ventina di auto spente con la gente dentro e tre alla volta al controllo con una particolarità: nessuno dei tre passa fichè tutti non sono a posto. Geniale!.

Dopo un'ora e mezza tocca a me, trovo una doganiera simpatica, ma parla solo russo. Le do il passaporto, lo guarda e mi guarda, le piaccio? Non credo, ma sorride. Poi telefona, passano 3 minuti e me lo rida'. "Motozykle dokumenta". Ok, libretto, che guarda non capisce, io però ho la delega scritta in russo perche' lo scooter e' intestato a Yamaha Italia. Ancora non va bene, ma dopo 3 domande a cui rispondo sorridendo "I don't understand" mi lascia andare. E ora che faccio? Vedo un'altra coda, mi ci butto, ma quando arriva il mio turno scopro che dovevo compilare la dichiarazione della valuta e degli oggetti che porto con me. Fatto! Altra coda, presento il foglio, ma doveva essere in doppia copia! Alè, altro foglio altra coda.

Ora sono a posto? No, il doganiere mi dice che manca l'assicurazione, lo sapevo! Nuova coda, sono 660 rubli. Euro? Niet, rubli!, Ok, devo trovare un cambio. Una russa che parla inglese vestita come nei peggiori night della stazione di Sofia mi accompagna in un dedalo di stanzette che terminano con uno sportello di cambio, dove signore ingioiellate scese dai pullman stanno cambiando le loro valute forti per comprare matrioske e ovetti di Faberge alle bancarelle di San Pietroburgo. Scusate signore, devo fare l'assicurazione della moto se no non vado via di qui! Niente, loro pensano ai loro shopping violento. Aspetto il mio turno, dietro di me nessuno, e quando tocca quasi a me alla cassiera s'inceppa la stampante delle ricevute ed entra in crisi. Tira due botte alla stampante, mugugna un po', e magicamente estrae il cartello in inglese con scritto "break"! Ma come? Pausa adesso?

Torno dall'assicuratrice, le spiego cosa mi è successo e lei serafica mi dice: 20 Euro! E allora dillo prima... Esco il contante, io ne ho cinquanta, magari mi dà il resto, anche in rubli, in caramelle, in vodka... Niet! Ok, ci sarà un turista italiano in coda che mi darà una mano. Scovato, un fuoristrada di Aosta ancora molto indietro mi cambia i soldi e io gli contraccambio qualche dritta per sopravvicere alle file. Intanto sono contento, perchè le due macchine dietro di me non possono passare finchè non ho finito e se ne stanno seduti in silenzio. L'avete voluto voi! Torno dal doganiere delle dichiarazioni, e' tutto in regola e anch'io ho diritto al mio foglietto rosa timbrato, il lasciapassare per far alzare la sbarra.

Sono in Russia e sono le 13.30, ci ho messo solo 3 ore, mi e' andata di lusso! Metto avanti l'orologio, e mi mangio un'altra ora, mi aspettano 170 km di strada che non conosco, con cartelli in cirillico. I primi chilometri sono tra boschi e laghetti con ponti mobili comandati da soldati in divisa.
L'armata rossa smantellata ha lasciato un sacco di lavoratori in esubero che vengono impiegati un po' ovunque, e qualcuno se ne approfitta con i turisti.

Dopo 7 chilometri trovo un posto di blocco con un ragazzino in divisa con la faccia buona, ma con il mitra in mano. Gli mostro il passaporto appena timbrato, mi fa passare su un tratto di circa 500 metri fatto di terra, buche e pozzanghere. Che senso ha? Non me lo chiedo, sono in Russia! Seguo le indicazioni per Vyborg e per San Pietroburgo anche in cirillico, ho imparato il disegno dei caratteri e cerco la forma nei cartelli. Dopo 20 chilometri arriva l'autostrada, un nastro di asfalto rattoppato dove le sospensioni chiedono pieta' , dove i bambini mi superano in moto senza casco salutandomi, e dove le macchine sono parcheggiate come se ci fosse il marciapiede mentre la gente se la racconta al bordo della strada. Poliziotti ancora pochi, e sembra che io per ora non gli interessi.

La strada e' piena di camion che sfrecciano a velocita' impossibili, io da bravo ragazzo seguo i limiti, non vorrei una multa in rubli che non ho ancora. A 30 km dalla citta' cominciano a vedersi i primi qurtieri dell'epoca stalinista e i controlli si fanno piu' frequenti. I poliziotti hanno delle pistole laser per controllare la velocita', ma in realta' non hanno bisogno di un pretesto per fermarti. Io sto nella corsia centrale e mi nascondo, ma a un certo punto... paletta, accosti!
Beccato, ma a fare cosa? Dokumenta! Gli do il passaporto, sembra che gli piaccia, lo gira e legge in cirillico. Passano 3 minuti e mi fa il gesto del volante dicendo ancora Dokumenta! Ok, tiro fuori tutte le carte fatte in dogana, deleghe, bollini... si spaventa non le legge neanche! Ha funzionato? Mi fa un saluto militare e mi fa andare. Sto per entrare in citta', ma come si dira' centro in cirillico? fermarmi e' impossibile, non c'e' spazio e le auto sfrecciano, verrei travolto. vedo dei palazzi rinascimentali, passo un ponte e entro in citta', ora devo trovare la Prospettiva Nievsky, la strada principale, dove c'e' il mio albergo. vedo un poliziotto che vuole fermarmi ma lo precedo, con il dito alzato come a scuola e gli chiedo. Nievsky Prospekt? Mi dice he la incrocero' tra poco, e ci rimane male, voleva farmi una multa...

Arrivo sullo stradone, 4 corsie per senso e mille luci di negozi aperti fino alle 22, locali non stop, Mc Donalds, Pizza Hut, internet cafe e pubblicita' dell'Ikea. Evviva la globalizzazione! C'e' troppa polizia, giro la citta' veloce e poi voglio legare lo scooter, per oggi ho guidato abbastanza. San Pietroburgo in centro e' bellissima, i monumenti sono tutti conservati perfettamente e di notte sono illuminati benissimo.

L'hotel e' il Nievsky 22, all'angolo con la Pospettiva e costa come uno stipendio medio di un russo, 130 euro a notte. Ma mi va bene, d'altra parte in consolato non ti fanno il visto se non sanno dove dormi e oggi e' ferragosto.

La mia gita nella notte russa comincia alle 19.30, rigorosamente a piedi anche perche' il tasso massimo di alcool nel sangue e' 0 e io una birra me la merito. Girando per la citta' si capisce subito la differenza tra il russo ricco, che gira con macchinoni, frequenta i ristoranti da 20 euro a pasto e locali controllati da guardie armate e il russo povero, che va nel negozietto a comprare birra da 10 rubli (600 vecchie lire), fuma sigarette da 8 e ciondola tutta la sera per la strada senza che nessuno si curi di lui. Ora cerco un posto dove spendere un po' di rubli che ho appena cambiato, poi mi butto nella notte russa che non finisce mai.

Ce l'ho fatta!

 
Di Always (del 09/08/2004 @ 02:14:39, in viaggio 2004, linkato 556 volte)

Vastervyk (SVE) - 09/08/04 (km 3.400)

Foreste ma niente alce... Si stava proprio bene in questo campeggio, e non mancano neanche italiani riconoscibili dalla tenda Bertoni Campeggio, inconfondibile... 

Torno in spiaggia, magari un bagno prima di partire non farebbe male. Saluto la turista di Serravalle e riparto con i bagagli sul Majesty in direzione delle spiagge, c’è molta gente e non so se ce la faccio a fare tutto, la Svezia è grande! Me ne vado, ma voglio prima vedere la Turning Torso, il grande grattacielo che stanno realizzando, il monumento simbolo della città: una torre di 58 piani divisa in 9 unità cubiche che girano attorno a un asse, ben 190 metri! (http://www.turningtorso.com ) E’ già in fase avanzata, bianca alla base e grezza negli ultimi piani, ma come faccio a prenderla tutta nella foto? Magari se mi butto in mare...

Come al solito la giornata è calda (25 gradi) e il cielo è terso, sembra più un mattino in cima al Monte Bianco. Ciao Malmo, vado verso sud est, per risalire via costa sino a Stoccolma e non buttarmi su una tristissima autostrada. Passo per l’ultima volta all’ufficio del turismo di Malmo, alla stazione, e mi faccio dare i depliant della Smaland, la regione a ovest che termina con l’isola di Oland, che saluto già sulla cartina. Esco dalla città e mi trovo sulle strade svedesi, larghe, con l’asfalto perfetto e poco trafficate.

Dopo aver passato una pianura con campi aperti la strada comincia e entrare nelle prime foreste, praticamente il 90% del territorio svedese. Le foreste sono freschissime, e passarci in scooter fa venire voglia di non smttere mai, fino all’incrocio con la Norvegia, per raggiungere Capo Nord. Sono tranquillo e felice di guidare, quando a rompere l’idillio ci si mette la spia dell’olio che comincia a lampeggiare. Strano! Non ho fatto neanche 3000 km e ià manca olio? Mi accorgo però che il chilometraggio totale è 5000, sarà un avvertimento per il tagliando (che non farò...). Ok, mi fermo, prima di spaccare tutto, e ne approfitto per pulire la visiera del casco con le salviettine S100, visto che questa è l’estate delle vespe, che non mi hanno mollato neanche qui al nord.
Aspetto 10 minuti e controllo l’astina dell’olio, è pieno! Ma perchè spaventarmi così? Va beh, pazienza, tengo la spia accesa, così almeno me ne ricorderò strada facendo. Procedo, sono già le 14 e Stoccolma è una meta impossibile, vado alla massima velocità consentita (110 km/h...) e mi fermerò a Karls-Krona, che pare una cittadina di mare non male. Arrivo nella cittadina-di-mare-non-male verso le 16, ma ne sto uscendo già dopo 20 minuti: non era proprio sto paesino fatato, bravo l'Helmut Newton che ha scattato le foto del catalogo!

Continuo sulla E22, mentre il sole scende e le foreste continuano a seguirmi, mi sento un po' lappone. Mi fermerò a Vastervik, dove c’è un bel campeggio 5 stelle in riva al mare. La strada sembra monotona, ma quando passi laghetti blu cobalto con l’isoletta al centro e vedi il sole che illumina i tronchi degli alberi ti senti davvero in una fiaba. Ed è lì che aspetti che dopo uno dei cartelli segnaletici appaia l’alce, il famoso tester che ha fatto buttare via milioni di euro alla Mercedes, che ancora se la ride dietro a un tronco per sbucare all’improvviso e lasciare senza lavoro migliaia di ingegneri.
Così tranquillo e serafico pensavo all’alce quando da una stradina laterale... ho schivato un’ombra per miracolo, e le bestemmie hanno quasi sfrisato la visiera del casco. Mi ha attraversato la strada un bambino in bicicletta, è riuscito a passare davanti alla ia ruota e io andavo a 100 all’ora! Neanche il tempo di fernare, altro che alce, uno stuntman in miniatura! Ma è pazzo completo, non sono neanche tornato in tempo a insultarlo tale la paura che mi ha preso.
Ok, è destino, mi fermo a Vastervik, che è solo 50 km da qui, ma prima faccio benzina in un posticino fantastico, un self service su uno spiazzo sterrato, che accetta solo banconote (già, le corone svedesi), sembra una stazione di posta del secolo scorso. Non ho spiccioli, ma un automobilista svedese si avvicina e mi cambia quello che mi serve, che gentili! Il sole sta tramontando tra gli alberi e arrivo finalmente al campeggio, gigante! Non c’è la solita reception familiare, ma una vera e propria sala d’attesa con tanto di numerino come al banco del pesce del supermercato. Io sono il pesce numero 64, e ora stanno servendo il 39! Riesco a finire il pacchetto di sigarette e vedere il tramonto prima che la receptionist chiami me. Intorno famigliole tutte svedesi, di italiani sembra che non ci sia neanche l’ombra.

Vorrei mettermi al computer connesso a internet ma causa code il democratico campeggio permette gratuitamente non + di 10 minuti a testa e c’è una fila di bambini che non finisce più.
Altra sigaretta e tocca a me. Ce l’ha la camping card scaqndinava? Mi ero preparato la risposta: no, ho sentito che non serve se stai solo una notte, il minimo è 5! Non qui, mi risponde lei senza espressione. Vorrei litiare, ma dietro ho il fiato sul collo della coda. Che faccio? Quant’è il costo della camping card? Circa 8 euro. Ne parliamo domani, intanto prendo il posto tenda che qui costa 15 euro, ma ti offre piscina, pesca, windsurf, tennis, mini golf, corsi...
Non la lascio neanche finire: PARTO DOMANI MATTINA APPENA MI SVEGLIO! Avrà capito? Monto la tenda e vado a mangiare nel paesino di Vastervik, praticamente 4 strade e un molo, ma sul porto qualche localino carino.
Ho imparato per esperienza (vedi Nykoping, danimarca) che dopo le 9 e mezza spengono i fornelli. Corro! Mi siedo ovviamente dove c’è la cameriera più carina, che è anche un bel pub inglese dove prendo un pollo cajun (tipicamente svedese) pieno di paprika. Buono! Birra svedese chiara, poi una seconda e attacco a parlare con una coppia di trentenni di Stoccolma, scesi qui per l’estate.

Un’oretta va via, e sono più io a raccontare le mie follie di loro. Devo ancora smaltire la paura del piccolo Cipollini che è passato in volata davanti a me.
Li saluto e torno al campeggio, stanotte dormirò su un prato a 5 stelle!

 
Di Always (del 06/08/2004 @ 02:02:48, in viaggio 2004, linkato 513 volte)

Skagen (DAN) - 05/08/04 (km 2.100)

Arrivato! Levataccia dopo 4 ore di sonno e 3 litri di birra chiara in corpo non mi hanno fermato, sono in Danimarca!

Stamattina la sveglia e´suonata alle 7.30, e dopo coca cola, caffe´tedesco e tutto quello che potesse rimettere in sesto uno stomaco provato ho acceso il Majesty in direzione danimarca. Non e´stato un viaggio rilassante ne´gran che divertente, ma era un trasferimento verso una meta ben precisa, il punto piu´a nord della penisola dello jutland, dove si incontrano il Mar Baltico e il Mare del Nord, e dove i pittori del secolo scorso andavano a disegnare la luce. 900 chilometri tirati, tutti in autostrada fino a Frederikshavn, un porto che collega la danimarca a Svezia e Norvegia.

Qui finisce la famosa E45, che parte da Messina e che riprende poi in Norvegia. Sono circa le 18 e il sole e´ancora alto quando lascio láutostrada per gli ultimi 40 chilometri. la giornata e´bellissima, la temperatura buona, circa 24 gradi ma tra un po´scendera´vertiginosamente.

A Skagen, dove sono stato pure lo scorso anno ho gia´i miei punti di riferimento: i locali sul porto, il faro di Grenen, il trattore chiamato Sandormen che traina un acarrozza pullmann sull+ultimo lembo di spiaggia a nord, la chiesa sprofondata nella sabbia e sopratttto il tramonto sulla spiaggia davanti a un gruppo di casette gialle, che diventano arancioni quando il sole si avvicina all´orizzonte mentre si popola di coppiette che aspettano lúltimo raggio.

E io sono qui da solo, a guardare il sole che scende, quando a un tratto si avvicina una ragazza norvegese, Christine, che mi vede armeggiare al cellulare e mi chiede come si fa a mandare i messaggini dall+estero. Ottima entrata! Aspettiamo il tramonto insieme, poi dovremo mangiare, ecc.
Ho fatto bene a portare 2 caschi! Il tramonto e´meno bello dello scorso anno, peso, ma almeno e´in ottima compagnia! uando sembra tutto finito ce ne andiamo, ma ecco che le nuvole si colorano di un rosso violaceo, lo spettacolo e´bellissimo!
Ecco la vera luce di Skagen! Intorno si sta formando una fitta nebbia peggio che nella bassa Lomellina, la temperaura e´scesa a 16 gradi.

E´tempo di mangiare qualcosa, la serata e´appena cominciata...

 
Di Always (del 05/08/2004 @ 02:01:54, in viaggio 2004, linkato 706 volte)

Berlino (GER) - 04/08/04 (km 1.200)

Ancora a Berlino, non ce l´ho fatta ad andarmene via.

Sono andato via dall'albergo verso le 9, che come secondo giorno è già una levataccia! L'hotel proprio su ciò che resta del muro, devo andare a fare qualche foto.

Il muro è incredibilmente basso e i circa 400 metri rimasti sono stati tutti graffitati con interpretazioni diverse della prigionia dei tedeschi dell'est. Questi colori almeno attenuano il grigiore della linea di cemento, e vicino a me non mancano turisti giapponesi già in posa per uno scatto anche qui.
Come l'anno scorso approfitto per il giro nei punti turistici della città: la porta di Brandeburgo, che divideva l'est dall'ovest e che ora sta ospitando una banda al completo. La foto non me la perdo! Poi una visita a Postdamer Platz, pewr una colazione alla tedesca sotto al grande cupola del Sony Center: per poco più di 5 euro ti sfondi e fai impennare il colesterolo, e dire che all'hotel me la offrivano a 14...

La giornata è splendida, cielo blu e un bel caldo sopportabile, non ho nessuna voglia di andarmene via da qui, mi sembra una città troppo familiare! Visto che i giri canonici li ho già fatti l'anno scorso e che la cupola del palazzo del Governo ha una coda che raggiunge le 200 persone mi dedico al momento culturale: la visita al museo ebraico http://www.jmberlin.de/home_english.htm progettato dall'architetto Libeskind, e costruito con pannelli d'alluminio con dei giochi di luce davvero suggestivi e struggenti. Per capire cosa intendo dovreste entrare nella torre dell'olocausto, una stanza altissima e stretta con un angolo acuto che quasi vi schiaccia, illuminata da una piccola finestrella in cima, oppure calpestare le migliaia di dischi di ferro arrugginito raffiguranti delle facce spaventate, che al passaggio dei vostri piedi emetteranno un rumore simile a grida e lamenti. Ho passato oltre un'ora in questo museo e ora devo riprendere un po' fiato, chiamo Ludovico, l'amico torinese di ieri sera per farmi portare nella spiaggia della città.

Altro che Parigi o Milano, qui ci sanno fare davvero! Dietro una fabbrica abbandonata degli anni ´20 si apre uno scorcio sul fiume Spree con sabbia riportata, un tendone con musica techno ma a basso volume e una serie di zattere galleggianti che portano a una piscina in mezzo al fiume! Una vasca di 30 metri profonda piu´di 3, una piscina vera di acqua dolce! E´ovvio che dopo due ore passate a bere birra berliner e prendere il sole passi la voglia di raggiungere la Danimarca. E allora un bel testa o croce: resto o parto? Testa, rimasto! Stasera mi aspetta una serata tipica berlinese, in una birreria e in giro per locali fino a tarda notte. Pochi chilometri oggi, ma una giornata dentro gli usi berlinesi.

La serata e´stata molto lunga, e i berlinesi (anche le donne) hanno un ritmo di bevta poco raggiungibile. Dopo due ore eravamo gia´a 5 medie, stasera taxi, che qui costa poco.
Domani mi tocca una levataccia, ora vado a dormire a casa di Ludovico, che condivide con due ragazzi tedeschi un ex ufficio della vecchia DDR, la Germania Est. E' una casa di dimensioni tedesche, quasi 300 mq con il ping pong in salotto e ogni stanza più grande di tutta casa mia!

Domani saro´in Danimarca, se non mi fermo ancora.

 
Di Always (del 04/08/2004 @ 01:58:32, in Viaggio 2004, linkato 576 volte)

Berlino (GER) - 03/08/04 (km 1.075)

Eccomi qui, dopo quasi 1100 km tirati che hanno messo a dura prova il Majesty!

In qualche modo dovevo presentarmi allo scooter... Sveglia presto ieri e partenza verso le 8 in direzione Svizzera. La strada e´stata lunga, anche perche´in mezzo c´erano il passo e il tunnel del San Bernardino, una serie di tornanti infinita! Un breve saluto all´Austria (20 km) e poi via in Germania, su strade che non hanno limiti! Velocita´max toccata? Il tachimetro segnava 160, ed era una bella discesa!
Sono arrivato a Berlino alle 20, in pieno tramonto tedesco, e dopo aver trovato un albergo in promozione a pochi passi da quel che resta del muro (400 metri graffitati) ho incontrato un amico di Torino con cui abbaimo girato locali fino a notte.

Berlino e´una citta´affascinante e ricca di contraddizioni nel suo caos architettonico. Qui ci sono artisti, architetti, gente di ogni genere ma senza il ritmo frenetico di Milano o Londra. É´una citta´facilissima da girare´. Sembra che tutto sia dietro l`angolo, tutte le cose sono dove te lo aspetti: Postdamer Platz, con il Sony Center e il centro commerciale di Renzo Piano, la porta di Brandeburgo, l´immensa torre della televisione, (sotto la cui ombra sto scrivendo ora), il muro, Alexander Platz, il quartiere del Mitte ecc.

Devo ancora riprendermi dalla guidata di ieri, stasera me ne vado in Danimarca e cerco un posto sulla spiaggia per rilassarmi un po´... Volevate anche le foto? Ne ho fatte un bel po´, ma le pubblichero´dal prossimo internet cafe´.

Da Berlino e´quasi tutto, ora vado sulla spiaggia della citta´a farmi un bagno, pare che ci sia anche una piscina galleggiante nel fiume...

 
Di Always (del 01/08/2004 @ 01:39:12, in Viaggio 2004, linkato 543 volte)

Milano (ITA) - 01/08/04 (km 0)

Pronto per la partenza, il bagaglio è tanto, la strada da percorrere pure. Ho deciso di cambiare strada, di avventurarmi prima in Scandinavia e di passare in Russia dalla Finlandia.

Domani mattina partenza presto in direzione Berlino, la città che amo di più. Sono più di 1000 chilometri, ma se mi sveglio presto dovrei essere lì al tramonto.
Conosco già la città, una delle più facili da girare in scooter, l'anno scorso ho percorso in una notte e una mattina ben 160 km!

Vi aggiorno domani, spero di parlarvi in tedesco!

 
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