C'è un luogo e un tempo per tutto, Kato, mio fedele servitore giallo.

Ispettore-Capo Clouseau
 

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Always (del 16/01/2008 @ 19:22:43, in News, linkato 4568 volte)

Torna Italjet, lo storico marchio di moto e scooter fondato da Leopoldo Tartarini che ne ha decretato anche la fine qualche anno fa, prima che rinascesse nelle mani del figlio Massimo.

Italjet c’è direbbe Guido Meda, perché per tre anni è stato presente al Salone del Motociclo di Milano portando esemplari del suo prodotto più significativo, quel Dragster, lo scooter con i tubolari nel retro scudo che ha fatto impazzire non solo i ragazzini per la sua aggressività e qualche altro modello pronto alla commercializzazione.

C’è ma non si vede, perché a parte il Torpedo della vecchia azienda pre-liquidazione e l’SX1 altri scooter non hanno mai visto l’immatricolazione.

Ora l’azienda ha gli accordi giusti per avviare una produzione completa, grazie alla partnership con l’asiatica Hyosung, un colosso in grande ascesa e in grado di fare prodotti sempre più interessanti, ma fino a oggi nulla. Finchè non è arrivato questo 50.it, e non 50.cn (il suffisso web della Cina) perchè come mi è stato detto dall'ufficio stampa questo mezzo è assemblato totalmente in italia, anche se alcune componenti sono cinesi, inutile nasconderlo visto che la maggior parte delle aziende lo fa. 50.it è uno scooter tranquillo da come si legge nel testo, ha un design italiano e mira a un pubblico anche femminile, ma non al ragazzino che vorrebbe potenza e un look da Dragster.

Italjet torna così in punta dei piedi, o in maniera tranquilla, come si affretta a dire più volte. 50.it ha un motore 4 tempi poco potente che non ha però realizzato Hyosung, una linea sobria, ruote da 12”, una sella comoda, un freno a disco e uno a tamburo e un’omologazione Euro 2, un po’ in ritardo con le Normative attuali e i modelli  concorrenti.

Il prezzo è italo-cinese in compenso, perché è dichiarato in 1.290 euro. Aspettiamo ulteriori notizie sul sito ufficiale Italjet, anche se a oggi non è ancora pubblicato nulla del 50.it, nonostante il nome evochi il web…

Italjet è tornata? Un altro marchio italiano rinasce, grazie ancora una volta alla Cina. Garelli e Benelli lo sanno bene.

 
Di Always (del 15/01/2008 @ 17:22:06, in News, linkato 3354 volte)

Bel dilemma, sul libretto di circolazione c’è scritto: moto automatica, come su quello di tutti gli scooter, ma questa ha le sembianze e si guida come una moto.

Una rivoluzione abbastanza silenziosa, perchè, pur non avendo concorrenti attualmente, non viene così osannata come fu per il 3 ruote, ma ne avrebbe pieno diritto.

Mana 850 è un piccolo gioiello di tecnologia, e dovrebbe farci inorgoglire che sia stata realizzata da una casa italiana ben prima dei giapponesi (che hanno risposto con Honda DN-01, non propriamente l’emblema della moto).

Mana è una moto da 850 cc, che utilizza lo stesso motore del Gilera GP800, ma che adotta al posto del variatore un cambio a 6 rapporti con frizione automatica, cioè senza neanche la leva al manubrio, come le bici Graziella di quando eravamo bambini (già anticipavano la guida motociclistica con il freno posteriore a pedale).

Aprilia Mana si può guidare in modalità totalmente automatica, ossia come uno scooter, apri gas e lei cambia da sola, e ha tre modalità: normale, sport per marce più tirate e Rain per cambiate più dolci evitando il pattinamento delle ruote.

Diverso il discorso quando si cambia marcia da soli, sempre a gas aperto, come tra l’altro si fa già in Moto GP dove la frizione è automatica, e con cambio al manubrio attraverso due bottoni (come le mountain bikes) o a pedale, come una moto normale, la prima in giù e le altre in su.

Io l’ho provata il giorno della presentazione stampa e sono stato piacevolmente impressionato. Per uno scooterista è un sogno, e si nota la differenza con una moto. Questa è una moto a tutti gli effetti, nella ciclistica, nel telaio e nei freni, ma non nella capacità di carico visto che al posto del tradizionale serbatoio è stato ricavato un vano porta casco. Il serbatoio vero è nel codino, senza neanche ingigantirlo troppo.

L’accelerazione è fantastica, la moto arriva a 200 km/h in pochi secondi e con una progressione continua; il cambio è di una precisione e una rapidità imbarazzante, merito anche delle 200.000 cambiate effettuate nei test. Insomma, io sono entusiasta, ma chiunque dovrebbe entrare in un concessionario Aprilia e provarla. Ne vale davvero la pena.

Chi volesse saperne di più c’è un Manablog creato da Aprilia, con specifiche, interviste, test,  molti video e oltre 300 commenti degli utenti.: http://blog.apriliamana.com 

 
Di Always (del 31/05/2007 @ 15:14:58, in News, linkato 3670 volte)

Un nuovo scooter esce dagli stabilimenti Piaggio senza preavviso, come un fulmine a ciel sereno mentre tutti stavano aspettando la messa in strada di Vespa e del Gilera Maxi GP 850. Piaggio ripropone il suo cavallo di battaglia, una via di mezzo tra X8 e X9 che hanno vissuto fortune alterne negli ultimi anni, e che rappresentano un tallone d'Achille per il gruppo di Pontedera, mai in grado di contrastare la supremazia di Suzuki Burgman e Yamaha Majesty.

X Evo è un maxi GT, con il look and feel dell'attuale X8, con il grande fanale anteriore e lo scudo imponente e con un posteriore allungato completo di baule che può contenere due caschi integrali e altri oggetti, lunghi fino a 80 cm.

Torna quindi il concetto di bagagliaio nello scooter, così utile per weekend e spostamenti in coppia e già adottato dai concorrenti giapponesi citati. Niente di nuovo nel settore motori, con i tradizionali Leader 125, Quasar 250 e Master 400.  Ruote da 14 all'anteriore e da 12 al posteriore, che diventano da 14 nel 400 cc anche per permettere pieghe maggiori assecondando la sporgenza del carter maggiorato.

Lo stile non sembra così avveniristico, un po' X8, un po' Gilera Nexus, ma alla fine un po' pesante, soprattutto per il parafango anteriore, una appendice che sembra non integrarsi perfettamente con il resto dello scooter. Grande capienza ma linee un po' ingombranti, anche se il responso finale va dato una volta visto dal vivo.

I prezzi segnati sul comunicato stampa parlano di 4.050 euro per il 125, 4.400 per il 250 e 5.600 per il 400 cc. Disponibile da giugno 2007. 

 
Di Always (del 15/03/2007 @ 11:41:12, in News, linkato 7349 volte)

Per ora abbiamo solo un disegno, ma si riescono a vedere bene le linee del nuovo scooter Malaguti a ruote alte che sarà introdotto a primavera inoltrata di quest'anno. Una sola immagine di tre quarti, dove si possono notare le ruote alte da 16 pollici e la pedana piatta, su una struttura leggera e adatta alla città.

Non sappiamo il nome di questo nuovo veicolo, che assomiglia al Password 250 ma che si avvarrà di due motorizzazioni, un 125 e un inedito 160 cc, entrambi a iniezione e omologati Euro 3. Doppio freno a disco, raffreddamento a liquido e il faro anteriore posizionato sul manubrio sono le uniche caratteristiche che ci arrivano dall'ufficio stampa Malaguti. 

Con questo nuovo ruote alte torna ad affollarsi il mercato dei 125 cc che ha visto proprio pochi giorni fa il debutto in strada di Piaggio Carnaby, anch'esso dedicato a un pubblico urbano. Aspettiamo di provarlo in strada, sperando che ciclistica, freni e comfort siano al top, per poter essere leader di questo mercatod ei piccloli ruota alta, molto esigente.

 
Di Always (del 13/11/2006 @ 23:03:52, in News, linkato 6781 volte)

Manca poco alla fiera di Milano, che aprirà domani e le case stanno preparando scoop e lanci in anteprima. Con l'era di internet, dei cellulari con videocamera dei blog e delle notizie in tempo reale non esiste più il vero effetto sorpresa e allora le case cominciano a "sparare" le loro anteprime qualche giorno prima, magari con un bozzetto per invogliare la gente a guardare la versione definitiva nello stand.

Capita così anche con Malaguti, che manda in antprima l'immagine del nuovo Phantom F12, lo scooter più rappresentativo dell'ultimo decennio della casa bolognese, che prende le redini di quello che fu il vero mito a due ruote e 50 cc, il Fifty (ma perchè non lo rifate?).

Il nuovo Phantom che sarà presentato oggi a Milano si chiama S, ha radffreddamento a liquido, ma la cosa più interessante è che si è ulteriormente rinnovato nel design, con alcuni particolari che visti così di lato sembrano molto azzeccati. Phantom è sempre lo stesso, da anni. La casa di San Lazzaro non ha mai voluto rivoluzionare questo sccoter nello stile, ma solo nella tecnologia, e forse questo è il suo forte, perchè tutti sono riconoscibili. Non è successo ai suoi concorrenti, Aprilia SR o Gilera Runner, alcuni evoluti bene, altri criticati.

Cosa cambia? Sostanzialmente molti partiicolari, come la mascherina sullo scudo, il disegno degli indicatori di direzione anteriore e il gruppo ottico posteriore e altre piccole chicche, ma da vedere il Phantom ha sempre le stesse proporzioni. I cerchi aumentano di un pollice e diventano da 13, per una migliore guida cittadina, conn pneumatici tubeless a spalla larga (ant 130/60, post. 140/60). I freni sono a disco a margherita da 190 mm di diametro, che fanno esteticamente la loro scena.

Ma da ammirare è la colorazione, che riprende la livrea delle Frecce Tricoliori. nell'anno dei Mondiali non si spegne la voglia di italianità, e anche sul Phantom è un tripudio di bianco-rosso-verde alternato ai toni di grigio che riprendono la carlinga dei tornado usati per le esibizioni delle Frecce. D'altra parte questo scooter si chiama F12.

Rimane la strumentazione analogico- digitale, nel classico cruscotto che già da anni ripren de lo stile aeronautico. E per non sbagliarsi l'immagine è ritratta proprio davanti a un Torna do, con due caschi da aviazione sul sellino. E sicuramente sulla schiena del pilota ci sarà scritto: Follow Me!  

 
Di Always (del 26/09/2006 @ 15:15:53, in News, linkato 3084 volte)

L'avevamo già notato al Salone del Motociclo di Milano nel 2005, quando dal padiglione 22 oltre che un grande odore di cibi cotti al vapore, agrodolce e soia uscivano anche numerosi cloni dell'Honda CN e piccoli scooter dalle sembiuanze molto asiatiche, che per un pugno di Euro sarebbero potuti entrare comodamente nel garage di qualsiasi italiano. I cinesi sia in fiera che tramite internet sono stati in questi mesi molto aggressivi per trovare il modo di vendere nel nsotro paese i loro prodotti approfittando di un costo medio di produzione e vendita fino a circa un decimo di quello italiano.

Per vendere e distribuire in Italia però i cinesi hanno bisogno di partner che possano organizzare tutti i passaggi, ma di imprenditori scafati nel nostro paese sembra che non ci sia così carenza, tanto che sempre più spesso si legge di nuovi scooter cinesi importati da noi.

Nulla da dire quando le aziende italiane fiutano dei veri e propri affari come Sym e Kymco, due floride e stimate fabbriche di Taiwan che ormai da anni sono presenti sul nostro mercato con grande soddisfazione soprattutto degli acquirenti. Ma cosa succederà invece alla concorrenza spietata di mezzi che costano sempre meno e d cui si ignora il servizio post-vendita?

Sinceramente sono preoccupato di questo fenomeno, sempre nei termini di soddisfazione di una clientela che da ora in poi acquisterà gli scooter all'incrocio delle strade, negli autogrill o facendo shopping in tv come già succede per le minimoto da 99 euro. Chi potrà tutelarli dalla sola che c'è sempre dietro l'angolo? Si, perchè questi scooter low cost vengono così presentati in italiano grazie all'appoggio di parner nostrani e si crea confusione sulla semplice importazione e sulla produzione industriale, che avviene a costi, e soprattutto a livelli qualitativi cinesi.

Non è un discorso di difesa del prodotto nazionale, di un patriottismo sfrenato che deve moralmente costringere a comprare i prodotti del gruppo Piaggio o Malaguti, tralasciando tra l'altro Garelli che marchia con lo storico logo un plasticone cinese al 100%. Ben venga anche la qualità giapponese o francese, perchè è un discorso di costo/qualità, che se da una parte sembra eccessivo spendere per la qualità giapponese, dall'altro sembra inutile e stupido spendere un terzo per un mezzo che però non garantisce un servizio pronto ed "europeo" nel momento in cui si presenta un problema.

Quindi, preparandovi alla grande invasione cinese appoggiata dai partner italiani, vi esorto a mettervi in guardia, fate sempre attenzione alla qualitàù e al servizio che ogni marchio vi potrà garantire, lo specchietto del prezzo è ormai un vecchio trucco a cui penso che nessuna casa storica presente nel nostro paese dovrà curarsi più di tanto.

 
Di Always (del 29/05/2006 @ 12:12:50, in News, linkato 8623 volte)

Forse le parole non sono sufficienti per trasmettere le sensazioni che si provano sul Piaggio MP3, un mezzo di divertimento assoluto, che rende vecchi tutti gli altri scooter a due ruote. Certo, nessuno vuole mettere in dubbio quante emozioni diano le moto sportive o comunque dedicate a una particolare disciplina. Infatti con il tre ruote Piaggio vi voglio parlare solo di divertimento, puro e alle volte molto ignorante, anche perchè questo mezzo perdona qualsiasi cosa e trasmette una sicurezza infinita.

Parlo così da quando ho avuto la fortuna di provarlo, nella sua versione definitiva, insieme ad altri 20 tester tra cui spiccavano piloti ed ex campioni mondiali di motociclismo, un banco di prova difficile per questo scooter ibrido, ma che è risultato per tutti un fantastico mezzo per rimanere giovani dentro, quasi bambini. Fin dal primo momento la confidenza con l'MP3 è imbarazzante, perchè sembra che non ti trasmetta sicurezza, solo per un freno psicologico nel sentire l'avantreno così pesante, ma ti accorgi, guardando gli specchietti, che i tuoi colleghi, come te stanno piegando fino a toccare il cavalletto, inclinando lo scooter di ben 40 gradi! La prova si è svolta un pomeriggio a Roma, nel traffico e sulle strade dissestate della capitale, e il giorno dopo su veloci provinciali attorno al lago di Bolsena; un test completo di oltre 100 km, ma sicuramente troppo corto rispetto alla voglia di guidare che avevamo tutti.

Nel centro di Roma il divertimento è totale, superate le prime inibizioni sull’avantreno si scopre poi che si può aprire il gas in pieno anche in curva sul pavè, ottenendo come massimo effetto uno sbandamento del posteriore. A quel punto bisogna dare ancora gas e controllare la sbandata, che è di pochi centimetri, ma con un anteriore incollato alla strada non spaventa neanche, anzi, è divertente! Le due ruote davanti sono inchiodate alla strada, si può frenare sul pavè, salire o scendere da marciapiedi e loro lavorano sempre al massimo, merito della sospensione a parallelogramma degna di ben 6 brevetti esclusivi Piaggio, che fa basculare le ruote in maniera indipendente quando lo scooter è in moto, e che attraverso un sistema di bloccaggio consente di rimanere fermi al semaforo senza mettere giù i piedi.

Grazie a questa stabilità eccezionale si può frenare in curva pinzando sull’anteriore azionando i due dischi da 240 mm, forse anche troppo potenti per le doti del mezzo. Il freno posteriore si può quasi non usare, ma è potente anche lui, anche se tirato a dovere arriva a bloccare la ruota, senza ovviamente creare conseguenze per la stabilità.

Un’altra chicca geniale è il sistema di bloccaggio del rollio abbinato al freno di stazionamento. Piaggio MP3, infatti, non sta in bilico da solo, ma cade come una moto o uno scooter normali. Azionando però un sistema di bloccaggio del rollio delle ruote, attraverso un bottone sul manubrio, l’anteriore si blocca, e si rimane in piedi senza dover mettere i piedi per terra. In più, se la strada è in pendenza basta tirare la leva del freno di stazionamento posta nel retroscudo e si rimane incollati sul posto. L’ideale se l’asfalto è bagnato e avete indossato la scarpa elegante. Per riprendere la marcia si toglie la leva del freno, si inizia ad accelerare e la sospensione anteriore si sblocca.

Piaggio MP3 è divertente sullo stretto, perchè in curva si può tenere aperto il gas sfruttando un raggio di curva davvero contenuto. Dove gli altri frenano l’MP3 passa, sfruttando poi un bel motore Piaggio Quasar 250 a 4 valvole e iniezione elettronica che non sembra curarsi dei 204 chili a secco del tre ruote. Le dimensioni sembrano grandi solo in foto, perchè righello alla mano la larghezza è di soli 74,5 cm, come uno scooter di media cilindrata. L’agilità lo fa sembrare più stretto del normale, e le dimensioni si sentono solo in manovra tra le auto ferme, dove bisogna tenere conto anche della lunghezza, superiore ai 2 metri e 10 cm.

Sul veloce Piaggio MP3 dà la stessa confidenza estrema, non vibrando alle alte velocità e permettendo inserimenti in curva a manetta del gas piena. In quei casi limite è la sospensione posteriore a entrare un po’ in affanno, traducendo tutto in un saltellamento della ruota posteriore, ma senza provocare eccessivi problemi al pilota, che può controllare tutto grazie all’ottima resa dell’anteriore.

Sembra al primo test che Piaggio MP3 non abbia controindicazioni dinamiche, perchè tiene più di un due ruote, ha un buono spunto, una frenata eccellente e buono spazio di carico, visti i 65 litri del bagagliaio sottosella (due caschi integrali e oltre).

Gli unici dettagli che potrebbero non piacere, ma che riguardano solo il gusto personale sono la linea, accattivante per qualcuno e un po’ imbolsite per altri e il nome, MP3 non cattura tutti, ma se lo chiamate tre ruote sanno tutti di cosa state parlando.

Dalle mie parole, come dagli articoli scritti da altri tester traspare grande entusiasmo per questo mezzo innovativo, ma bastava guardare i nostri sorrisi e la corsa ad accaparrarsi un MP3 libero per fare un altro giro per capire quanto sia divertente da guidare. E il successo di questo scooter è determinato proprio da questo fattore a guardarlo e basta forse non lo comprereste, ma se ci salite e girate per qualche chilometro vi verrà voglia di vendere subito il vostro e prendere l’MP3. Fate tutto quello che fareste con il vostro, e siete ancora al 70% delle possibilità dell’MP3.

Per fortuna Piaggio l’ha capito subito e si è organizzata: dalla fine di giugno, infatti, saranno consegnati ai rivenditori italiani ben 1.000 mezzi da far provare a clienti e curiosi. Mettetevi in fila!

Il costo è di 5.000 Euro, non pochi, ma sicuramente giusti per la tecnologia applicata, e in linea con concorrenti che alla stessa cilindrata offrono mezzi fino a 6.000 euro, ma con una ruota in meno!

 
Di Always (del 31/03/2006 @ 18:12:33, in News, linkato 6766 volte)

Svelate finalmente le forme del nuovo Piaggio X2, lo scooter a tre ruote immortalato più volte in questi mesi fermo o in movimento ma finora mai in versione definitiva.

Purtroppo l'immagine è un po' lontana, ma accontentatevi dello scoop: l'X2 dovrebbe essere così! Rispetto a quello che girava mesi fa sulle colline di Pontedera è cambiato sensibilmente nel look, perdendo definitivamente le soomiglianze all'anteriore, ma soprattutto nel posteriore con Piaggio X8.

Il family feeling è da gruppo Piaggio, strizzando l'iocchio ad Aprilia e Gilera. La vista laterale assomiglia un po' al vecchio Atlantic, oltre che nella tinta azzurra. Di Aprilia riprende anche, e non si poteva andare troppo distanti a causa degli ingombri, il prototipo Los-Angeles , un tre ruote (2 anteriori) uscito nel 2001, ma che aveva il frontale decisamente simile al vecchio Atlantic.

Di Gilera riprende il colore rosso e un po' il gruppo ottico anteriore, dove il doppio faro tondo visto nelle prime immagini al Motorshow è stato coperto con un vetro che ricorda nella forma il DNA, anche se il risultato è una novità assoluta.

A guardarlo così, anche se la foto è fatta un po' da lontano dà l'idea di essere più basso del previsto. Nel filmato uscito qualche tempo fa e pubblicato anche su questo blog sembra che il pilota sia più in alto. In più non sembra neanche così ingombrante nella vista frontale se rapportato con l'ampiezza del manubrio, che è simile a quella di uno scooter tradizionale.

Certo, senza carena finora non potevamo avere idea delle dimensioni definitive, ma ora non sono così esagerate, confrontate anche con la parte di Vespa che si vede nell'angolo destro. Sembra a questo punto che il progetto X2 vada avanti spedito, a quando la sua produzione?
Intanto sul sito di kataweb aumentano i commenti, e tra l'altro chiunque può prenotare una prova del veicolo.

A voi i commenti

 
Di Always (del 30/03/2006 @ 22:16:36, in News, linkato 6073 volte)

Un Phantom per la tribù dei giovani scooteristi, che sempre si vogliono far riconoscere e che appartengono a un gruppo ben definito, da oggi si arricchito da una versione con tatuaggi tribali dedicata a questo nuovo trend metropolitano.

Dopo Tim tribù, che raduna gruppi di ragazzi intorno a un cellulare, Malaguti per prima si avvicina ai nuovi trand metropolitani costituendo un gruppo che ama i disegni tribali, i tatuaggi che arrivano dall’altra parte del mondo. Per chi non lo sapesse, tatuaggio deriva dal polinesiano tatau, significa "battere" o "marchiare". I Tribali sono il trend del momento, ed era ora che dopo averli raffigurati a lungo su parti del corpo spesso anscoste alla vista, brillassero sulle carene di uno scooter.

Dopo anni di versioni replica, tra cui spiicca Phantom Capirex con i colori Ducati, la casa di San Lazzaro ha deciso di vestire il suo mezzo più prestigioso (dopo il Fifty?) con disegni neri che ben rislatano sulla carena bianca di Phantom Tribal, ribattezzato Phantom Tattoo.

I "Phantomisti" sono un gruppo compatto, che da anni si riconosce in questo mezzo che non cambia mai radicalmente nel look ma si evolve con la tecnologia, montando sospensioni sempre più precise, motore ecologico, ma mantenendo sempre prestazioni eccellenti. Questa versione cementa ancora di più l’attaccamento a questo scooter, sempre riconoscibile da anni, e sempre apprezzato e difeso come un beniamino o la propria squadra di calcio, protagonista di confronti e litigate estenuanti con i suoi concorrenti di sempre: Aprilia SR, Gilera Runner in testa.

Il motore rimane sempre il monocilindrico a 2 tempi catalizzato, EURO 2, con freno a disco anteriore da 200 mm con trasmissione idraulica, e disco posteriore da 190 mm, sempre con trasmissione idraulica. Per chi ha paura che gli rubino i tatuaggi, Phantom Tribal è disponibile anche con antifurto elettronico MOTO ALARM, oltre a parabrezza, portapacchi, baulone, telo coprimoto, specchio destro e cavalletto laterale.

A che prezzo? Phantom Tribal 50cc di Malaguti è disponibile in Italia a partire a € 1.995 fc nella versione air cooled e a € 2.290 fc nella versione liquid cooled.

 
Di Always (del 19/03/2006 @ 19:43:31, in News, linkato 3529 volte)

Pochi giorni fa ho provato in strada una versione pre-serie del Vectrix, il maxiscooter elettrico che molti indicano come rivoluzionario per la mobilità dei prossimi anni.

Si presenta come uno scooterone, e ha un motore elettrico che sprigiona 11 kw a 3.000 giri per essere guidato da chi possiede patente B, ma sarà disponibile a fine anno anche una versione più potente e non bloccata, per accedere alle autostrade.

Il test è stato possibile grazie ai numerosi appuntamenti per le prove clienti organizzate da Vectrix, che si possono prenotare direttamente online dal loro sito internet.

La prova è durata 30 minuti, per permettere anche agli altri di girare senza rimanere senza energia, ma i pochi chilometri sono serviti a saggiare le qualità del prototipo (di colore verde) che sta girando nelle città da oltre 2 anni, in attesa che venga completato lo sviluppo del mezzo definitivo (di colore rosso) che avrà telaio in alluminio, forcelle Marzocchi, freni Brembo, pneumatici Pirelli, un vano soittosella per ospitare un casco integrale e batterie lungo il tubo centrale dello scooter, raggiungendo il peso a secco di 210 kg.

Le sue prestazioni sono davvero sbalorditive, soprattutto per ciò che riguarda l'accelerazione, dichiarata in 6,8 sec. da 0 a 80 km/h, ma sul livello dei migliori 400 cc testata al semaforo personalmente. Vectrix si guida come uno scooter, ma con una diversità sostanziale: acceleratore e freno sono in una sola manopola. Girandola nella maniera tradizionale si accelera, mentre girandola al contrario si frena permettendo la ricarica automatica della batteria. Anche agendo bruscamente la frenata non blocca le ruote, ma funziona da freno-motore efficace come sulle moto a marce. Per avere più potenza basta ricorrere alle leve tradizionali, che agiscono su dischi Brembo di grandi dimensioni.

Vectrix non emette gas di scarico, e quasi neanche rumore, fatta eccezione per la dinamo che produce un fischio tipico dei mezzi elettrici. L'autonomia è buona, sicuramente eccellente rispetto ai mezzi a 50 cc che hanno prestazioni limitate, ma se si decide di tirare il Vectrix fino alla velocità massima, indicata in 100 km/h, anche qui l'autonomia cala sensibilmente. Il mezzo è infatti progettato per consentire una percorrenza di circa 110 km con una carica, ma alla velocità media di 40 km/h.

La ricarica è però molto veloce, in sole 2 ore si ottiene l'80% del totale, utilizzando la comoda presa da 220 Volt alloggiata nel sottosella.

Vectrix è comodo e pratico, ma potrà davvero risolvere molti problemi di inquinamento in molte città nel mondo?. Lo sccoter definitivo sarà presentato probabilmente al prossimo Salone del Motociclo di Milano, ma i test e lo sviluppo continuano ancora su vasta scala nelle principali città italiane e all'estero a Londra, una delle sedi della società, che divide progetto, sviluppo, marketing e settore finanziario tra Newport, Roma, e appunto, Londra.

 
Di Always (del 23/02/2006 @ 16:25:20, in News, linkato 4404 volte)

Ho trovato in rete questo filmato del Piaggio X2 in movimento, e sembra che le tre ruote funzionino davvero.
Guardate anche voi, piega benissimo, non si scompone e mantiene una guida motociclistica pur avendo tre ruote. Qualcuno di voi l'ha provato al Motorshow lo scorso dicembre? Postate le vostre impressioni.

Sembra quindi che l'idea dell'X2 non sia solo un esercizio tecnico o di stile, ma che Piaggio voglia proseguire nello sviluppo fino a portarlo in strada. Noi ne avevamo già parlato qualche mese fa, quando fu presentato al Motorshow, dopo che qualcuno l'aveva visto girare sulle colline vicino a Pontedera la scorsa estate.

E lo dimostra anche il fatto che kataweb abbia realizzato una specie di minisito sull'X2.sponsorizzato Piaggio.
Attendo vostri commenti,..

 

 
Di Always (del 03/02/2006 @ 18:19:10, in News, linkato 3091 volte)

E questo che cos'é? Le immagini arrivano fresche fresche dall'ufficio stampa Kymco, la casa taiwanese (non è coreana!) che in questi anni sta presentando una miriade di modelli nuovi e che sta sviluppando proprio in Italia alcuni dei suoi design più prestigiosi.

E proprio dalle matite italiane arriva il disegno di questo concept Scooter battezzato Bring, che in inglese significa "portare" a sottolineare il suo ruolo di muletto instancabile per il lavoro e il tempo libero.

Kymco Bring sarà 125, ma sta per essere sviluppata anche una versione a 50 cc, proprio per non confinare questo scooter nel solo utilizzo lavorativo, ma per sfruttare il suo design "giocattoloso" al servizio delle personalizzazioni estreme che i ragazzini potrebbero tentare.

L'idea di un muletto da lavoro dal design particolare l'abbiamo già visto a EICMA lo scorso novembre, quando sfruttando una forma simile già la spagnola Derbi ha presentato Rambla, uno scooter con possibbilità di caricare bagagli sia davanti allo scudo che dietro alla sella.

Kymco ha estremizzato ancora di più questo concetto, creando uno scooter votato al carico, con elementi trasparentoi, molta plastica, frecce a led e forme molto geometriche.

Anche Bring, come a suo tempo Rambla, sono presentati come veicoli indistruttibili e da non pulire con la pelle di daino tutti i giorni: Guardando le caratteristiche tecniche Kymco Bring ha un telaio in tubi d'acciaio dal diametro sovradimensionato e dai rinforzi costruttivi in fazzoletti di lamiera, un cavalletto ad alta resistenza, ruote da 12 pollici su cerchi in lega, freno a disco anteriore e a tamburo sulla ruota dietro. Il motore sarà un 125 4 tempi Euro 3. Ma lo vedremo presto in strada? Voi lo compreresete, e a che prezzo?

 
Di Always (del 24/01/2006 @ 17:02:06, in News, linkato 5877 volte)

E’ di pochi giorni fa la notizia uscita sul quotidiano MF, della rinascita dello storico marchio Garelli, che tutti i meno giovani ricordano con passione e un po’ di tenerezza. Il marchio italiano è stato infatti rilevato dalla Solari.com, azienda controllata dalla PBF s.r.l., la finanziaria di Paolo Berlusconi, società titolare anche del marchio Amstrad, che negli ultimi mesi ha incrementato il suo fatturato con la vendita di apparecchi per il digitale terrestre assemblati in Cina.

E anche per Garelli si parla di Cina, e in qualche modo di digitale terrestre se le notizie sono tutte fondate. Il marchio Garelli, infatti, dopo aver prodotto per oltre 80 anni moto, ciclomotori e scooter storici come il Tiger Cross, il Mosquito, il Noi e il Vip, il motorino che faceva 100 km con un litro di miscela, ora sposta la sua produzione in Cina, grazie a una partnership con la società Shanghai, che produrrà uno scooter "da battaglia" a prezzo molto competitivo, sotto i 2.000 euro. Il nuovo Garelli cinese sarà in vendita da aprile 2006, in circa 30.000 esemplari che saranno commercializzati attraverso la grande distribuzione, e perchè no, forse ancora in televisione, come gli ultimi Garelli degli anni 2000, magari proprio attraverso il canale di famiglia Mediaset Shopping, che già commercializza tra gli altri anche prodotti Amstrad.

Questo emerge dal virgolettato attribuito a Paolo Berlusconi, apparso su MF di venerdì scorso: «Valeva la pena investire e credere in questo storico marchio, così abbiamo deciso di farlo resuscitare con un'operazione che riporterà in Italia un prodotto di qualità» ... «Inizialmente, partiremo con questo unico modello che commercializzeremo puntando alla grande distribuzione, trovando l'accordo con un produttore specializzato»

Spero vivamente che Paolo Berlusconi e il suo gruppo capiscano l’importanza di un marchio che per quasi un secolo ha significato passione per molte generazioni di motociclisti, e che non si riduca a semplice targhetta da accompagnare a prodotti assemblati nel far East a prezzi concorrenziali, perchè in quel caso basterebbe il marchio Shanghai, senza scomodare la storia della moto italiana.

Insomma, per la Garelli dei Gran Premi, dei Titoli Mondiali, delle motociclette che hanno segnato il tempo, dei record e del pionierismo tecnico non c’è ancora pace; i suoi modelli, un tempo italiani, e ora Made in Cina saranno ancora prodotti da scaffale. Ma quando ritornerà a brillare il marchio prestigioso, che dovrebbe fare concorrenza a case che hanno rivisto la luce come ad esempio Morini e Fantic Motor?

Mentre l’auto ricomincia a parlare italiano, la moto italiana comincia a parlare cinese...

 
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Cosa ne pensi della legge 168/05 sulla confisca delle moto?

 E' assolutamente inconcepibile
 E' troppo severa, meglio una maxi-multa
 E' una legge giusta, ma dovrebbe colpire anche gli automobilisti
 E' una legge giusta


Titolo
Listening 
Hoppipolla -  Sigur Ros

Reading
Rhapsody in black - Giorgio Bettinelli
Il patentino in 10 mosse - Alvise Ulrich

Watching
Zoolander (2001) - Ben Stiller

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Nike Air

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