C'è un luogo e un tempo per tutto, Kato, mio fedele servitore giallo.

Ispettore-Capo Clouseau
 

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Always (del 12/11/2006 @ 00:53:25, in Fiere e Saloni, linkato 5096 volte)

Sono tornato da poco dalla presentazione della gamma scooter Yamaha, svolta alla discoteca Alcatraz di Milano, dove ho potuto vedere la prima novità del Salone di Milano, il ruote alte X-City 250. La fiera doveva iniziare il 14, ma ormai i fuori salone sono diventati la normalità, non solo nelle fiere all'estero. Oggi è solo l'11!

Dopo la presentazione di giggle 50 a Colonia non mi sentivo soddisfatto, e pensavo che su un mercato così forte come il nostro Yamaha avesse ancora qualcosa da dire, almeno per contrastar4e la vitalità dei marchi concorrenti. D'accordo, l'anno scorso era uscito XMax, ma ci voleva un ruote alte, visto che il mercato lo richiede da tempo.

certo, a pensarci bene Yamaha non è stata tempista, anzi, è l'ultima arrivata in questo mercato che si gestisce quasi la metà degli scooter 250, ma come ormai siamo abituati la strada la spianano gli italiani, piaggio in testa, e poi arrivano honda e Yamaha a portarsi via il malloppo, anche grazie al fatto che "gli scooter giapponesi sono fattio meglio".

Ma parliamo della serata, una vera festa dello scooter, dedicata alla stampa e ad alcuni fortunati concessionari che come me hanno assistito a una presentazione per fortuna snella e senza troppi discorsi, dove sono stati gli scooter a parlare, alcuni con poco da dire come XMax e Majesty, 400 praticamente invariati nell'estetica (Majesty ha un nuovo parabrezza...) altri da osservare, come le due versioni del TMAx, eleganti e "sborone", come Black max e Night Max, ma perfette per il target di questo bicilindrico.

Ma la vera novità porta ancora un motore 250 e si chiama X-City, il primo scooter Yamaha a ruote alte, per contrastare la foltissima schiera di concorrenti.

Carenatura studiata per assecondare il flusso d’aria e una maneggevolezza e stabilità sulla carta al top di gamma. Già chi ha guidato Majesty, XMax e TMax ha potuto saggiare la ciclistica degli scooter dei tre diapason, e ora con le ruote alte la sicurezza dovrebbe ancora aumentare. A prima vista s’intuisce il family feeling Yamaha, con il doppio faro anteriore e il codino sfuggente già caratteristica dell’X-Max.

L’idea di fondo sembra riuscita: prendere il meglio di due scooter di media cilindrata: XC 300, forse troppo sagomato nelle linee e X-Max, più sportivo e filante. Ne nasce un mezzo più leggero nelle parti in plastiche, ma non troppo sportivo e che ispira fiducia a chi la cerca nelle ruote alte.

Un 250 a ruote alte ma con tunnel centrale, dove è stata studiata a lungo la distanza e l’inclinazione tra sella e manubrio, per avere la massima guidabilità. Le ruote alte però non hanno sacrificato il vano sottosella, che come da cartella stampa, può ospitare un casco (di quali dimensioni?) o un laptop, e a cui si aggiunge un vano nel retroscudo.

I cerchi in alluminio a 6 razze, leggeri e di grande diametro, calzano pneumatici oversize Pirelli Sport Demon: 120/70-16 l’anteriore e 140/70-15 il posteriore.

Tra le dotazioni dell’X-City, in breve: forcella teleidraulica con escursione da 100 mm e il doppio ammortizzatore posteriore con corsa da 105 mm, Il freno a disco anteriore da 270mm e il freno a disco posteriore da 240mm il tutto per privilegiare le andature veloci ma per non avere problemi con le asperità dei tratti urbani.

Ora cvi saluto e vado a dormire, se no martedì il salone non ve lo racconto più... Ah già, ci sentiamo lunedì per latri 2 fuori salone! A ridateci la fiera vecchia!

 
Di Always (del 11/10/2006 @ 15:18:16, in Fiere e Saloni, linkato 2699 volte)

Milano, Parigi, Monaco e ora Colonia. Il motociclo continua a spostarsi di casa, ma alla fine bisogna seguirlo sempre. Ecco perchè mi trovo in questa bella città tedesca con i piedi fumanti e una gran voglia che sia già sera per smetterla di camminare in lungo e in largo.

La mia avventura è cominciata lunedì mattina, alle 6.57 sul trenino che mi ha portato a Malpensa, da dove un cicciotto aereo della German Wings mi ha scarrozzato, insieme a un centinaio tra giornalisti e addetti ai lavori, all'aeroporto di Colonia-bonn, con una precisione diorario che ormai hanno solo i low cost come questo.

Da li alla fiera ci vogliono 10 minuti di trenino, alla modica cifra di 2,20 euro, il prezzo della tariffa urbana. Dalla fermata della fiera alla sala stampa, l'unica cosa aperta lunedì ci vuole molta calma e piedi buoni perchè il percorso è di circa 10 minuti, mentre le guardie evitano di farti passare tra i padiglioni. Così subito un bel chilometro e mezzo prima di appoggiare trolley e computer nella mia postazione, che non ho mollato fino a metà pomneriggio.

Già ho capito che anche qui le distanze tra i vari stand sono siderali, e che la sala stampa, l’ancora di salvezza, la famosa sala stampa ad esempio qui a Colonia è in cima all’ultimo padiglione, quello per giunta più lontano dalla fermata della metropolitana. E siccome qui pochi si sono azzardati a venire in macchina, facendosi i 900 km che ci separano da Milano (1500 da Roma), è proprio giusto mettere la sala per i giornalisti a 1,5 km dalla fermata , visto che la famosa navetta che collega le entrate della fiera non è mai stata vista da nessuno.

Chi progetta le fiere forse non ne ha mai frequentata una perchè si dimentica che noi esseri umani non possiamo vivere per 10 ore al giorno camminando con zaini o trolley pieni di cartelle stampa (anche li avrei da dirne, ma dopo).senza che ci siano tapis roulant o dei veri servizi navetta tra padiglioni spesso lunghi più di 300 metri l’uno.

Ma il vero sadismo forse non sta neanche in Fuksas (il progettista della fiera di Milano) e compagni, ma sta nelle aziende che organizzano le presentazioni stampa. Prendi 5 padiglioni in fila, che sommati fanno una distanza di almeno 1,5 km ed metti in calendario le presentazioni della giornata: alla fine avrai una situazione più o meno così: ore 9, pad. 1, ore 10, pad 5, ore 11 pad 2, ore 12, pad 5 di nuovo, e così via. Risultato? Sfiorata la mezza maratona.

E ora mi riallaccio ai famosi chili di carta: ma siamo nel 2006, su un DVD ci stanno più o meno 5 enciclopedie di dati e ogni azienda si inventa il packaging più ingombrante? Cartellette rigide, sacchettoni che quello blu con i manici dell’Ikea sembra la busta per le cartoline, raccoglitori con chiusura magnetica, e poi cappellini che non metterebbe neanche il vostro nipotino, portachiavi in gomma, e ogni genere di cianfrusaglie che alla fine sulla bilancia può arrivare a 10 kg buoni, sempre portati in giro sulle spalle.

Questo è ciò che mi aspetta ancora oggi, dopo aver vissuto 2 giorni a Colonia e aver visto il duomo, di notte, e aver sfiorato la città vecchia, perchè sta li in mezzo tra la fiera e il mio albergo, almeno lui simpatico e accogliente, soprattutto per le receptionist bionde che ci sono al pomeriggio. L’hotel si chiama Hopper St. Antonius, ed è in una via traversa di Turiner Strasse, a 500 metri (o se volete un padiglione) dalla Stazione Centrale, pardon Koln HauptBahnhof

Un viaggio che ho cercato il più possibile di tenere low cost, a cominciare dal volo, un German Wings da Malpensa a Colonia, costato 150 Euro tasse incluse e consigliato anche dal sito web della fiera, lo stesso che mi ha consigliato l’hotel dove ho dormito.

Ciò che differenzia le città tedesche che ospitano una fiera del genere da Milano è il modo di vivere quest’evento. A Monaco le indicazioni Intermot cominciavano qualche chilometro prima di entrare in città e proseguivano a ogni angolo di strada, insieme a cartelli, manifesti e tutto ciò che può incuriosire un motociclista. A Colonia fanno anche di più, cospargendo di moto i vari punti strategici della città. Nel sottopassaggio della Stazione per esempio ci sono piedistalli che ospitano Honda CBR, yamaha R1 o Peugeot Streetfight, ma reali, altro che modellini. Certo, a essere ben pensanti chissà quanto durerebbero in Italia, con la richiesta che c’è di ricambi!

Di novità e anteprime ho già parlato in altri interventi in questo blog. questo è solo uno sfogo prima di riprendere l'aereo per Milano.

Insomma, alla fine la città vive bene la fiera, più di quanto non lo faccia io, che ho macinato chilometri per raccontarvi tutte le novità di quest’anno. Adesso devo riposare perchè tra un mese mi aspetta Milano. Magari comprerò dei Rollerblade...

 
Di Always (del 10/10/2006 @ 19:46:47, in Fiere e Saloni, linkato 6532 volte)

Passata la legge si torna al cinquantino? A giudicare da quello che ho visto a Colonia sembra di si, anche se il dubbio tra esercizio di stile e modello pronto alla produzione ce l’ho ancora.

Yamaha
Dopo la presentazione Suzuki è toccato a Yamaha, che tra stacchetti e balli ha presentato anche uno scooter 50 cc molto strano e di rottura con quello che si vede oggi, ma che ricalca altri prototipi che guardano al grande carico e alla semplicità, come il Derbi Rambla presentato lo scorso anno a Milano o il Kymco Bring, un prototipo di cui non si è saputo più nulla. .

Il piccolo Yamaha 50 si chiama Giggle, ed è caratterizzato da un grande blocco all’altezza della sella, un vero e proprio parallelepipedo che ingloba il motore e un vano da 33 litri, a cui si accede aprendo lateralmente la sella.

Davanti invece è snellissimo, con forcelle a vista e uno scudo piatto dove spicca faro anteriore rotondo e sporgente, come negli scooter degli anni sessanta. Le ruote sono da 10 poliici, piccoline ma dalle spalle molto larghe per dare spazio di carico, anche se la pedana è attraversata da un tunnel centrale e non è quindi piatta.

Piccolo, strano e molto comodo grazie a una seduta infinita, per pilota e passeggero. Molto plasticoso, sono pochi gli inserti cromati che emergono solo all’altezza del cruscotto, anch’esso retrò.

Il motore dovrebbe essere super-ecologico e parco, un monocilindrico 4 tempi con iniezione elettronica per controllare meglio il flusso di gas nocivi. Adatto a tutti, con un’altezza da terra di 747 mm, ma la domanda che sorge subito è: lo produrranno davvero? E’ una bella scommessa.

Benelli
L’ultima sorpresa della giornata è arrivata invece da Benelli, la gloriosa azienda italiana che lo scorso anno è passata di mano ai cinesi della Quianjiang, ma che così ha potuto ricominciare una produzione ferma alla nuda TNT.

Lo scorso anno a EICMA avevamo visto il prototipo scooter Caffènero, mentre stasera stupisce tutti con 49, un cinquantino presentato con i pneumatici gialli e con una linea che riprende il celebre 491, da cui prende il nome e con una coda molto filante dove un'abbondanza di plastiche va a inglobare il gruppo fasi posteriore, ancora in fase di studio. ingl

Un mezzo decisamente più sportivo dello Yamaha Giggle, nato con questo intento, di tornare a fare breccia tra i più giovani, e lo dimostrano le linee lujnghe, e lo scudo a guscio con tutte le rotondità che offrono meno atrtrito all'aria. Il progetto risale a qualche mese fa, impostato solo quest'inverno, mentre la produzione è dichiarata dalla casa pesarese per la prossima estate. Quello presente qui è dichiaratamente un prototipo, assemblato con delle plastiche che non saranno le definitive, ma che danno bene l'idea degli ingombri.

Bicolore, giallo e nero come già era la TNT alla presentazione, con tanta plastica a lasicare in secondo piano gli elementi in mertallo, come il tappo del serbatoio a vista sul tubo centrale, sluzione già adottata anche sul vecchio K2, e un manubrio nudo che racchiude un cruscotto solo abbozzato, senza un vero cupolino che lo protegga, un po' come il Pepe.

insomma in fin dei conti Benelli ha voluto mettere tutta la sua esperienza passata in questo mezzo che potrà sfruttare le sinergie con Quianjiang che fornirà il motore a 2 tempi raffreddato ad aria e altre componenti, abbattendone decisamente i costi di produzione. prototipo o realtà lo sapremo solo la prossima estate, aspettando anche in strada caffènero, la proposta di Eicma 2005.

 
Di Always (del 09/10/2006 @ 23:53:23, in Fiere e Saloni, linkato 3089 volte)

Si comincia da Colonia. Come vuole la tradizione giapponese, il sol levante presenta le novità alla prima fiera europea in calendario, e quest’anno è toccato a Intermot di Colonia.

Honda fa anche di più, perchè non aspetta neanche il giorno di fiera, ma anticipa tutto alla sera prima in una location cittadina. Superare lo Stade De France di Parigi del 29005 era impossibile, ma la casa alata è arrivata a più miti consigli, vista anche la gelida serata parigina. Quest’anno siamo tutti al Music Dome, un palazzetto a pochi meri dalla Stazione centrale e dal Duomo di Colonia, in pieno centro e per fortuna a 500 metri dal mio hotel.

Molte novità e qualche restyling, e non mancano delle chicche nel mondo scooter. Certo, forse non solo io mi aspettavo il debutto di qualche moto automatica, viste le tante chicche del Salone di milano dello scorso anno, ma comunque una novità c’è stata ed è l’SH 300i, un fratello maggiore molto somigliante ai 125-150, con pedana piatta e ruote da 16 pollici, grazie a un telaio rinnovato e rinforzato nella parte bassa.

Il motore è un nuovo monocilindrico Honda da 278 cc, a 4 valvole, iniezione elettronica e rispondente alle Normative Euro 3. Dichiarati 20 KW che dovrebbero portare l’SH grazie anche a un peso di soli 161 kg a secco ad essere il più veloce e scattante della sua categoria, anche se non c’è (è il primo 300 a ruote alte!) perchè tutti gli altri sono 250cc.

Questo colpo di Honda, tirato dagli stabilimenti di Atessa vuole rispondere alla richiesta di propulsori più potenti come si è visto per i 400 cc (vedi Silver Wing) ma senza abbandonare il florido segmento delle ruote alte. E allora sotto con gli ingegneri per ottenere un telaio solido anche alle alte velocità di un motore così potente. Il trucco c’è e si vede,. L’interasse è cortissimo, appena 1420 mm.

Di estetica come ho detto cambia poco, con uno scudo anteriore più pulito dove scompare la griglia nera e si ingrandiscono leggermente le luci. Aumenta anche lo spazio di carico, ma senza esagerazioni: Honda dichiara nel sottosella la capacità di carico di un casco jet, chissà però di che marca... oltre ad altri oggetti.

Ma sono state le moto le vere protagoniste con una gradevolissima Hornet, una CBR 600 leggermente modificata e con il rinnovamento di due piccoli sogni per i ragazzini: il CBR 125, fin troppo magro e che forse piace a noi nostalgici dell’NS, e la Varadero 125, che invece sembra una moto molto più adulta.

Da considerare tra gli scooter in quanto padrone assoluto della mobilità urbana è il nuovo Innova, un motociclo, che forse dovremmo definire bicicletta a motore viste le sue caratteristiche. Chi non se lo ricorda o non lo avrà guidato in grecia sulle strade salate prendendo a calci il fantastico cambio a 4 marce a pedale, che si può utilizzare anche con le infradito? Forse non tutti lo sanno ma Innova è la moto più venduta del mondo, avendo ormai circa 50 anni di età...

Un mezzo così che resiste per stagioni intere al maltrattamento dei turisti e che si ripara con poco più di un cerotto è l’ideale da usare in città, anche perchè i consumi sono ridicoli. Se il prezzo sarà aggressivo ne vedremo sicuramente abbastanza nelle nostre città, e forse co sentiremo già in vacanza!

 
Di Always (del 06/12/2005 @ 17:29:28, in Fiere e Saloni, linkato 4084 volte)

Una rivoluzione nel mondo delle moto? In tanti dicono di si, perchè questo prototipo Piaggio senza nome e con una lunga gestazione pare che funzioni davvero bene e possa avvicinare ancora più persone al mondo della moto, a due o tre ruote.

Quest’estate girava camuffato nelle colline pisane vicino a Pontedera, e chi l’ha incontrato ha potuto apprezzare l’agilità di questo mezzo dal look post-atmico. Un tempo era ancora marchiato Gilera, e sarebbe dovuto uscire in anteprima in autunno, ma alla Piaggio hanno voluto fare le cose bene, forse perchè hanno capito le doti di questo mezzo.

Il debutto è stato a Motorshow, nell’area esterna, dove alcuni mezzi sono stati provati da motociclisti d’eccezione: Simone Corsi e Mattia Pasini, che di aderenza al limite se ne intendono correndo il Motomondiale.

Come va? Decisamente bene a vedere i filmati apparsi in tv: la soluzione con due ruote anteriori risolve tutti i problemi in cui l’anteriore “va via” sullo sporco o sul bagnato, che con un mezzo tradizionale vuol dire chiusura dello sterzo e scooter a terra.

Questo invece rimane in piedi, grazie a dei bilanceri che scaricano l’aderenza sulle ruote mantenendo l’equilibrio. Il prototipo Piaggio si guida come una moto tradizionale, e cioè inclinandolo in curva, perchè le ruote non hanno s’inclinano parallele e in asse con quella posteriore.

Il risultato è una guidabilità eccellente e soprattutto sicura, che potrebbe avvicinare anche chi motociclista non è a un nuovo concetto di mobilità veloce e pratica, lasciando la macchina definitivamente nei box.

Sminuendo il progetto potrebbe essere lo stesso concetto delle rotelle alla bicicletta per i bambini ancora poco esperti, ma quando questo mezzo viene guidato al limite da Corsi e Pasini, che poi scendono col sorriso, allora vuol dire che c’è molta sostanza in più, solo la sicurezza è a livello delle biciclettine.

Per vederla in strada dovremo aspettare almeno il prossimo autunno, quando tubolari, scatole e filtri saranno coperti da una vera carrozzeria. Per ora dobbiamo accontentarci di sentire il rombo dei motori Piaggio 250 e 500cc, che senza una vera carena fanno un rumore ancora più cattivo.

 
Di Always (del 01/12/2005 @ 16:52:03, in Fiere e Saloni, linkato 2026 volte)

Presentato oggi pomeriggio in anteprima mondiale al padiglione 21 del Motorshow di Bologna, unica novità a due ruote, il nuovo scooter Honda PS (Paneuropean scooter) 125 e 150, che racchiude in un solo mezzo le qualità di Pantheon, SH e @.

Che Honda presentasse uno scooter me l'aspettavo, d'altra parte negli ultimi anni non ha mai tradito la kermesse bolognese, anzi! Qui sono stati svelati l'@, l'SH, il Dylan, il Pantheon, l'SHi e il Forza. L'ultima edizione è stato forse l'unico motivo per andare nella giornata dedicata alla stampa, prima che si decidesse di chiudere con il Padiglione 19, quello che ospitava le due ruote. A essere nostalgici, nel 2000 c'era anche il padiglione 20, il piano superiore, e nessuna casa mancava all'appello, ma eravamo in pieno boom economico e della bolla di internet: c'erano più venture capitalist e stand di progetti web che moto vere!

Honda ha fatto il colpaccio un'altra volta, anche se ha dato l'annuncio dallo stand auto-moto-scooter, praticamente tutto il padiglione 21. Le immagini sono del sito ufficiale Honda, perchè io in questo momento sono al caldo, in ufficio, a Milano, mentre qualche collega si sarà preso sicuramente la briga e il coraggio di andarlo a vedere direttamente allo stand.

Tornando allo scooter, è chiamato paneuropeo perchè destinato al mercato del nostro continente, e sviluppato tra il centro R&D di Roma e lo stabilimento di Atessa, è uno scooter a ruote medie, da 13 pollici, con pedana piatta.  Il motore è a iniezione elettronica PGM-FI, con l’ultimo SH; anche in questo caso in 2 cilindrate: 125 e 150, in regola con le normative anti inquinamento Euro 3. L’impianto frenante prevede un disco anteriore, ma per il posteriore si è preferito il vecchio tamburo stile SH.

Per vederlo in strada bisogna attendere la primavera del 2006, e per sapere il prezzo bisogna attendere invece qualche comunicazione ufficiale dalla Honda. Come vi sembra?

 
Di Always (del 26/11/2005 @ 18:21:23, in Fiere e Saloni, linkato 1007 volte)

Due nuove Vespa presentate al Salone del motociclo di Milano, per festeggiare con qualche mese di anticipo i 60 anni dello scooter più famoso del mondo. Più che novità, sembra un rimpianto per le linee che furono, costrette però dal tempo che passa ad essere inglobate in scooter molto belli ma ultramoderni. Hanno fatto parlare molto di sè, ma pochi hanno preso davvero una posizione, limitandosi a registrare questi due prototipi, che, come dicono alla Piaggio, sono solo un tributo e non un’anticipazione della prossima versione stradale.

Nei blog  le posizioni sono molto più precise,  tra chi le condanna giudicandole orrende, un insulto alla vera Vespa e chi le trova geniali, un bellissimo esempio di connubio tra passato e presente.

Prima di chiedervi un giiudizio, vorrei presentarle in poche righe, per capire meglio a chi non le ha viste dal vivo di cosa sto parlando: Le due Vespa in questione sono un restyling in onore del passato dei due modelli attualmente in produzione, la LX e la GTS.

Vespa GT 60 si presenta con un faro anteriore sul parafango, in onore del modello del ’46 disegnato da Corradino d’Ascanio, che snellisce il manubrio, costiituito come una volta da una barra cromata. Il cruscotto è anch’esso cromato, con tachimetro analogico dove è inserito anche il display digitale. Molta cura nella sella, elegante e pregiata in pelle con grosse cuciture, dove lo spazio per pilota e passeggero torna a sdoppiarsi, come 60 anni fa. Il colore proposto è grigio militare, come succedeva ai primi modelli Vespa, che uscivano da un’azienda aeronautica, la Piaggio, che nel dopoguerra è stata riconvertita alla produzione di scooter e mobilità leggera, come l’Apecar.

Vespa LX 60 è invece un tributo alla Vespa degli anni ’60, dove il fanale è già sul manubrio, ma ancora non carenato nello scudo, sporgendo per lasciare spazio alla barra cromata dello sterzo. Questo porta a un alleggerimento della parte cruscotto, che rimane isolata e in questo caso, a differenza della GT 60, ospita solo un elemento rotondo, anch’esso cromato, con indicatori analogici.  Non manca neanche in questo caso la sella sdoppiata e la presenza di pelle artigianale anche sulle manopole. Il modello derivato dalla LX è meno sconvolto rispetto all’attaule in produzione.

Parlandone personalmente, alla prima vista sono stato scettico anch’io, perchè mi è sembrato un esercizio un po’ forzato, ma il mio singolo giudizio, associato ad un numero esiguo di giornalisti non ha certo valore. Sono quindi tornato nello stand Piaggio a sentire i pareri della gente, e una responsabile dello stand mi ha rivelato di essere stata sorpresa di quanto la gente apprezzasse queste Vespa, chiedendo quando sarebbero state prodotte.

Anch’io sono stato per qualche minuto ad osservare e ho notato una certa curiosità. Certo, nulla si può avvicinare a quella Vespa del ’46 parcheggiata dall’altra parte dello stand, che ha fatto rimanere ancora una volta a bocca aperta e far esclamare a quasi tutti: “magari facessero ancora una Vespa così!”.. In ogni caso, Vespa si trova sempre in bilico tra un passato ingombrante, una schiera di puristi e nostalgici che rifiutano la tecnologia esasperata,  e le normative, la sicurezza e tutto ciò che ormai è standard negli scooter circolanti del 2000. Cosa dovrebbe fare la casa di Pontedera per accontentare tutti: proporre questi mix, continuare con il progresso anche nelle linee o rituffarsi più audacemente nel passato?

 
Di Always (del 22/11/2005 @ 11:28:50, in Fiere e Saloni, linkato 4691 volte)

In un momento in cui Italia e Cina cominciano a collaborare a livello industriale, in cui l’ANCMA, l’associazione italiana dei costruttori delle due ruote, organizzatrice del Salone di Milano sta collaborando con gli organizzatori cinesi per aumentare il prestigio della Fiera del Motociclo di Shanghai (aprile 2006) e che qui a Milano ha dedicato il padiglione 22 della Fiera per i produttori cinesi, ecco che in barba a tutti in uno stand vengono esposti scooter e minimoto false, imitazioni, qualcuno anche nel marchio di una casa produttrice della Repubblica Ceca.

Se n’è accorta domenica 20 novembre la Guardia di Finanza della Compagnia di Rho, su segnalazione dell’azienda titolare dei brevetti, e ha sequestrato 11 mezzi esposti al Salone davanti agli occhi di tutti. Arrestati anche 3 cinesi e 1 italiano per vari reati commessi sulla violazione dei brevetti.

La notizia, apparsa ieri su vari siti e nei telegiornali, non cita mai il nome della casa europea vittima della frode, che io suppongo possa essere la Blata, marchio prestigioso per la produzione di  minimoto, mini-motard, mini-quad e scooter, ed è una delle protagoniste della MotoGP come WCM-Blata con Battaini ed Ellison come piloti.

Blata, che era presente ad EICMA 2003 (vedi foto) e che quest'anno proprio nel padiglione 22 dove è successo il fattaccio aveva la rappresentanza italiana Blata-Italia, non è nuova a questo attacco di cloni cinesi. Basta andare sul sito web ufficiale e scoprire in home page l’ultima vicenda che ha toccato questo marchio, ovvero la scoperta, avvenuta lo scorso ottobre, di un container nel porto di Malta, pieno di imitazioni cinesi, che fa seguito a un altro carico bloccato nel porto di Amburgo il mese precedente. 

Minimoto, mini-quad e scooter con il finto marchio boemo, ma di qualità decisamente più scadente e con un prezzo allettante quanto pericoloso, circa 200 euro al pezzo, rispetto ai 1.000 della casa ceca. Un costo così basso deve far riflettere e mettere in guardia sul “Dumping”, ovvero l’abbassamento del prezzo tipico dei mercati emergenti assolutamente fuori mercato, indice diretto di scarsa qualità e di concorrenza sleale.

 
Di Always (del 16/11/2005 @ 23:18:53, in Fiere e Saloni, linkato 1138 volte)

Quanta strada nei miei sandali... No, non sono andato con i Birkenstock in Fiera, ma neanche le scape comode che ho messo mi hanno impedito di avere due caviglie come la Sora Lella. Ma quanto è grande la nuova fiera di Milano? A cominciare dall'arrivo della metropolitana a Rho, da dove partono 3 tapis roulant chilometrici come nelle stazioni di Hong Kong, che portano fino alla grande onda di Fuksas, che taglia in due le file di padiglioni. Qui altri percorsi sopraelevati, da dove cominciano le indicazioni. Io devo andare al padiglione 10, dove comincia lo show, ma ancora devo superare il due e sto camminando da un po?di minuti, mi sa che l'ultimo è già in provincia di Novara! Arrivo e cominciano i controlli, tessere, lasciapassare. Io per fortuna ho già l'accredito e posso evitare un po' di code.

Oggi è giornata di presentazioni per la stampa, ma quando alcune case hanno poco da dire diventano un'arma a doppio taglio, perchè sono quegli appuntamenti che non spossono mancare, dove vengono raccontati i progetti futuri supportati da dati di mercato in crescita. Alle volte penso: ma non potrebbero scrivermeli in una bella email che eviterei chilometri di strada per raggiungerli? Ma in queste occasioni non si sa mai cosa potrebbe nascondersi sotto il telone, e bisogna esseci.

Leggo il programma delle presentazioni: ore 10.00, Moto Guzzi, ore 10.30 Aprilia, ore 11, Berlusconi... Ma come, dopo le televisioni, i giornali, gli immobili... si è messo a fare anche moto? Niente paura, inaugurerà solo la Fiera del Motociclo nel nuovo Polo di Rho, ora che le case italiane hanno cominciato a fare sul serio. Non ho ancora preso il ritmo, ma gli stand si affollano di trolley, zaini, cavalletti e macchine digitali che premono sul costato, comincia la lotta per la foto migliore. Già, perchè tutte le foto che vedete sui giornali sono scattate da centinaia di fotografi, che ringhiano più di una muta di Rotweiler per farsi spazio.

Eccomi davanti al telone che scopre il nuovo Aprilia Scarabeo 500. Bello, elegante e ancora di grandi dimensioni, ma si nota ora il family feeling del gruppo, e non si commette peccato a dire che assomiglia al Beverly 500. Scatto due foto ma vengo travolto, dietro di me stanno scoprendo la nuova RS 125, e più lontano la nuova RSV. Tutto in mezzora, tra ritardi, discorso, foto e saluti. Ora una piccola pausa per curiosare negli altri padiglioni. Per fortuna si trovano sempre sulla strada stand amici, che come le oasi nel deserto coccolano i giornalisti a ritmo di caffè, dolcetti, snack, vino, spumante, un catering da far impallidire Vissani! Mi succede da Tucano Urbano, dove tra l'altro mi sono fatto spiegare più volte il funzionamernto di Tom Tom Rider, il navigatore da moto, che sarà distribuito dalla casa milanese. Non è complicato, ma se vedete la ragazza che lo illustra troverete anche voi qualche scusa per intrattenervi... Già, le hostess, le modelle dei saloni. Chi è fidanzato è meglio che non ci venga, soprattutto perchè il giorno dedicato alla stampa queste ragazze sono state indottrinate dalle aziende ad elargire particolari sorrisi per richiamare la stampa negli stand.

Pit stop da Tucano Urbano, a base di vino bianco, salumi e formaggio. Ma sono le 11! Oggi è così, domani dieta. E poi posso smaltire camminando un po'... A proposito, mi aspetta Malaguti, che non ha novità mondiali, ma catalizza tutta l'attenzione per un nastro tricolore che taglia lo stand come il meridiano di Greenwich. Alle 12.15 il Presidente del Consiglio lo taglierà a simboleggiare l'inaugurazione della fiera. Bel colpo per la famiglia Malaguti, motociclisti da 75 anni, di fronte a tante case italiane più blasionate...

Cominciano ad arrivare i fotografi, che si mettono su più strati, e mantengono la loro posizione alzando il pelo come dei felini. Manco ci fosse Valentino!. Alle 12.30 arriva il Cavaliere, passa, taglia il nastro, chiacchera con la famiglia Malaguti e sparisce, sempre circondato da un ventina di poliziotti (quelli che sono riuscito a contare). Era una scena da far west, quando arrivano i cow boys, dove prima si vede un polverone lontano, poi grida e spari, e dopo qualche minuto torna la pace e non si muove una foglia.

Lo spettacolo continua, attraverso due padglioni per raggiungere Peugeot, che presenta a Milano le due anteprime viste a Parigi. Il maxi Satelis e il ruota alta Geopolis, che saranno però in produzione solo dal 2006, in versioni differenti per allestimento e motore. Nessuna novità, ma per Peugeot un grande ritorno a Milano dopo ben 6 anni di assenza. Per festeggiare hanno anche organizzato un pranzo ricco. Ci voleva dopo una mattinata di corsa, ma anche in questo caso i minuti sono contati, il tour de force non ammette riposo. Tappa successiva BMW, poi Ducati e KTM. Per fortuna seguo solo scooter e per tradizione nessuna delle case citrate ci ha ancora pensato, a parte la meteora BMW C1. Ma poi quello era uno scooter?

Torno a zigzag per arrivare da Kymco, i taiwanesi hanno preso uno stand gigante adibito a parcheggio dei loro mezzi, che ogni anno sono di più tra scooter, moto, quad e prodotti diretti dall'Oriente. Qui è di scena il Kymco People S 250, completamente rinnovato e con l'aria di famiglia dei fratellini presentati questa primavera: niente più linee bombate ma spigoli vivi. Al People 250 sono affezionato particolarmente: è stato il mio compagno di per 7.200 km attraverso l'Euroopa nel mio primo viaggio in solitario da Milano a Copenaghen, nel 2003.

Niente lacrimuccia, ora tocca a Derbi e si torna nel gruppo Piaggio. Da anni la casa spagnola stupisce coon le sue innovazioni e concept bike che entrano in produzione. E' il caso della scrambler Mulhacen, una moto che ha entusiasmeto talmente tanto nei saloni del 2004, da convincere il management alla produzione, e qui hanno esposto la versione definitiva. Ma Derbi è legata al mondo dei giovani, alla strada e alle sensazioni forti, e così ha disegnato due mezzi nuovi: lo scooter urbano Rambla, nato per la vita in città, con telaio in tubi d'acciaio a vista, e grande capacità di carico, uno dei portapacchi si potrà montare anche sull'anteriore, grazie a una forma dello scudo che ricorda un po' lo Yamaha XC 300. L'altra novità è il GPX, un ibrido tra moto e scooter, come era il Gilera DNA, con cambio automatico, serbatoio centrale e guida avanzata, perfetto da portare in pista.

Dopo tanta innovazione si torna indietro di decenni, con le due proposte di Vespa, che richiamano le linee dei primi scooter prodotti. Vespa nel 2006 festeggerà i 60 anni e per l'occasione ha rimesso mani al disegno delle ultime due versioni per un tuffo nel passaqto: così LX e GTS si trasformano nell'anteriore, con un manubrio a vista, un fanale staccato dalla carrozzeria e qualche cromatura più a vista. Sarà un successo o farà rimpiangere un po' i tempi delle mitiche Vespa, come quella del '46 esposta a pochi metri di distanza?

A questo ci penserò un'altra volta, ora è il momento di fare qualche altro chilometro per andare da Suzuki, sempre con il cronometro in mano. Per una volta seguo le indicazioni per raggiungere il padiglione 2, e dopo aver passato scale mobili, corridoi bui, sale deserte, lounge room e spazi per rilassarsi, ponti e scale antincendio.... ecco la luce! Il padiglione 2 brilla davanti a me! Certo che se avessi proseguito dritto sarei lì già da 10 minuti. Lo stand Suzuki è affollato come un concerto di Vasco, si sente parlare in fondo sul palco ma nessuno vede nulla. Il mezzo presentato in anteprima è il nuovo Burgman 400, completamente rivisitato. Mai c'era stata un afolla di giornalisti così fitta per un mezzo automatico. Sarà anche perchè seduto sulla sella c'è un certo Troy Corser, pilota Superbike.

Giusto il tempo di due scatti sulle punte e tocca a Sym, la mia agenda lo segna come penultimo appuntamento. Si torna a Taiwan, e come spesso accade in queste presentazioni dagli occhi a mandorla è il presidente in persona a parlare, in un inglese perfetto, ma con il classico accento dell'est: "zeng iu to bi hir at ze shoo) Due modelli nuovi anche per Sym, uno per i ragazzini, lo SportX, con il classico faro doppio anteriore da moto sportiva e un rivisitato HD, la risposta economica agli scooter a ruota alta stile SH, Liberty, Sportcity.

Sono quasi le 18, sto per uscire dal tunnel, ma manca ancora la visita alla Nolan, che presenta un sistema sdi comunicazione per il casco chiamata N-Com, per parlare al cellulare o con il passeggero. Testimonial e modello Marco Melandri, che a parlare è bravissimo, soprattutto con le due hostess di fianco!

Ma Marco non si diverte solo ad andare in moto, è anche un dj e lo dimostra aprendo la discoteca Nolan: in pochi minuti si esce dal pettinato concetto di fiera per entrare in un locale trendy, tra spumante, birrette e aperitivi che spezzano in blocco due gambe sofferenti. Devo sedermi!

Passo di nuovo da Tucano Urbano, a farmi spiegare il navigatore satellitare da moto dalla Tom Tom girl, ma vengo invitato a bere qualcosa nello stand: vino rosso, salumi, grana...Addio! La fiera chiude alle 18, ma io mi sto trascinando fino alla metropolitana e sono già passate le 19 da un pezzo. Questo è solo il primo giorno, domani mi do malato...

 
Di Always (del 15/11/2005 @ 03:33:46, in Fiere e Saloni, linkato 849 volte)
Mancano poche ore all'appuntamento più atteso dell'anno, EICMA, ovvero il Salone del Motociclo di Milano, che quest'anno vanta un record. è il più grande del mondo! Si sposta alla nuova fiera di Rho - Pero, orgoglio dell'architetto Fuksas e soprattutto di noi milanesi, in una serie sconfinata di padiglioni uniti dall grande onda di vetro e metallo lunga oltre 1 chilometro e mezzo!

Il Salone del Motociclo torna a Milano per diventare un appuntamento annuale, ora che è stato silurato Monaco, che si alternava con il nostro. Un salone ricco di attese, anche se i giapponesi si sono scatenati a Parigi e hanno costretto anche le case europee a portare le loro novità.

Anche quest'anno ci sarò, nella massacrante prima giornata con una serie di presentazioni ogni mezzora: una corsa contro il tempo tra giornalisti, bicchieri di spumanrte, modelle che brillano più delle moto scoperte dal telo, percorsi inediti, padiglioni ordinati alla tedesca, depliant e cd prima che il grande pubblico lo invada i prossimi giorni. Domani entrano solo gli addetti ai lavori.

Indiscrezioni tante: le case stanno lavorando a progetti ambiziosi, basti pensare a Piaggio, che studia il suo motore automatico da 850 cc che però non vedremo a Milano nè su una Ferro, nè su uno scooter, o Aprilia, che due anni fa aveva presentato il Leonardo 500, progetto poi lasciato nel cassetto, o Malaguti, che nello stesso periodo aveva tirato fuori un restyling del Fifty.

per ora c'è solo una certezza, anzi due... la prima è anche in foto ed è il nuovo Aprilia Scarabeo 500, ricvoluzionarto nello stile perchè non gli dicano più che è più brutto di una Multipla. Ora è molto più elegante e a misura d'uomo, ma sarà ancora quel mezzo possente e adatto ai viaggi, che non si rompe mai (parola di forum e blog!).

Già, l'altra... Ho subito un maledetto embargo da parte di Piaggio e non posso svelarlo, ma le foto presentano un mezzo davvero elegante e retrò. L'embargo è quel fantastico divieto che ricorda la Guerra in Medioriente, ma qui il divieto è di pubblicazione di una notizia o di un'immagine e lo usano molti uffici stampa per "sparare" la notizia al momento giusto. io non posso farlo fino alle 9.30 di domani, ma a quell'ora sarò già in fiera a godermi lo spettacolo...
 
Di Always (del 26/10/2005 @ 18:22:17, in Fiere e Saloni, linkato 1600 volte)

Il Tokyo Motor Show, la fiera biennale dedicata alle 2 e 4 ruote, aperta in questi giorni e sempre ricchissima di prototipi ed esercizi di stile, pone sempre un quesito importante: ma tutti questi oggetti dalle forme improponibili e con tecnologia da far nascondere la casa di Billa Gates, sono un'anticipazione degli scooter che guideremo domani o sono solo esperimenti di fanta-mobilità? 

Come sarà il futuro su due ruote? Ci saranno solo moto automatiche, a livellare la distanza tra moto e scooter o si continuerà a produrre veicoli comodi e spaziosi?
Il punto sembra proprio essere questo: comodità e spazio non vanno d'accordo con le prestazioni estreme, e lo si vede anche nel mondo delle due ruote, dove le auto più cattive sono degli angusti abitacoli con motore, e dove lussuose limousine si muovono con la grazia di un cabinato.

Come sempre, anche se la moto è la regina delle due ruote e gli scooter sono confinati a puro mezzo di trasporto, sono proprio questi ultimi a essere sviluppati nei prototipi. Guardate cosa ha presentato Yamaha, una serie di mezzi avveniristici, alcuni dei quali assolutamente improponibili in strada, soprattutto per la praticità, ma che stanno a significare la direzione che sta prendendo la casa di Iwata.

Il primo è Maxam 3000, che è una versione ancora più grande del Maxam, scooterone in vendita in Giappone, dalle dimensioni esagerate e dal comfort assoluto.
Maxam 3000, chiamato così per le sue dimensioni (3000 mm, ovvero 3 metri di lunghezza), è il non-plus-ultra del lusso su due ruote, con una gigantesca sella a due posti in pelle chiara, e un sottosella che può ospitare qualsiasi oggetto, avvolto da una carrozzeria a forma di proiettile su cui spiccano cromature al limite del pacchiano. Non so nulla del peso, ma basta vedere il frontale per capire che nelle stradine medievali delle nostre città non passerebbe agevolmente.

Un'altra proposta, votata alle prestazioni e alla tecnologia è Gen-Ryu, che deriva dall'FZR Genesis, con il motore dell'R6 a cui è collegato un cambio automatico, con ruote di grandi dimensioni e il sistema denominato ASV (Advanced Safety Vehicle), che prevede un gruppo fari disegnato per illuminare anche i punti ciechi delle curve e un radar di bordo che controlla la distanza dal veicolo che ci precede, strumento già molto utilizzato nelle automobili. In più, la dotazione di gadget prevede: un sistema di interfono per parlare con il passeggero, un navigatore vocale, un lettore mp3 con funzione di cellulare senza togliere le mani dal manubrio, un piccolo schermo lcd per controllare il retro dello scooter nelle manovre. Il peso non è dichiarato, ma il telaio e molte parti sono in alluminio per ottenere un mezzo leggerissimo. Gen-Ryu ha anche due borse laterali per aumentare la capacità di carico tipica di uno scooter.

Il terzo prototipo è invece il più sobrio, e potrebbe essere venduto anche domani da un concessionario italiano, se guardiamo il suo design. Si chiama HV-01, ed è uno scooter dalla doppia alimentazione. benzina ed elettrico, senza però appesantire la struttura. Il motore gira a un regime molto basso ed ha una coppia subito sfruttabile per aumentare lo scatto da fermo. I consumi sono ridotti, e per risparmiare ancora di più si può passare direttamente all'alimentazione elettrica. Il look non è niente male, ben dimensionato e cattivo come una moto da strada.

Secondo voi qualcuno di questi anticipa lo scooter del futuro o sono puri esercizi che non portano a nulla? A voi quale piace di più?

 
Di Always (del 30/09/2005 @ 22:06:13, in Fiere e Saloni, linkato 1257 volte)

Peugeot gioca in casa, e anche se ha annunciato la sua presenza al salone di Milano, non ce l'ha fatta a trattenersi dallo sparare le sue cartucce a Parigi. Tra tante case che hanno giusto dato un ritocco a look e motori, finalmente qualcosa di nuovo grazie a Peugeot, che nel 2003 aveva presentato qui il Ludix, lo scooter da 999 euro che ha fatto successo in Francia.

Debutta, con una forma decisamente più convincente del prototipo presentato qui nel 2003 il maxiscooter Satelis. Due anni fa si ipotizzava un motore Compressor 125 e un 600 di derivazione Honda, ma ora si parla italiano: oltre al 125 Peugeot, il Satelis monterà infatti il 250 e il 500 Piaggio, ma se ne parlerà nel 2006. Di linea il Satelis si avvicina allo stile Peugeot, con un frontale che ricorda lo stile di altri maxi, ma con una faccia più francese, che prende anche spunto dal look di Peugeot auto.

Molto ampio il sottosella, azionabile con un telecomando e ad accesso posteriore, come già sul Piaggio X8, e con una capacità di carico di 56 litri, ovvero 2 caschi integrali, visti qui alla presentazione (ci stanno!). Il manubrio alto potrebbe far pensare ad un baricentro troppo alto, come sembra esserci per gli scooter del gruppo Elyseo-Elystar, ma lo dovrò guidare per averne una conferma. Dalle prime foto voi cosa ne pensate?

L'altra novità assoluta, solo accennata da qualche rivista ma mai vista prima di oggi è il 250 a ruota alta Geopolis, con un nome che riprende due mitici scooter degli anni '80: il Metropolis e il Geo. L'intento è quello di levare fette di mercato alla concorrenza nel settore che determina il maggior volume di vendita in Italia: 250 a ruote alte. La linea assomiglia molto al Beverly Piaggio, e ha accenni più spigolosi che ricordano il Password Malaguti e il People S Kymco.

Ma d'altra parte non si può neanche essere innovativi per forza se un look fa ormai tendenza. E poi il Geopolis ha una sua personalità, sempre nel gruppo fari e nell'armonia generale, grazie agli studi in galleria del vento che hanno dato questa linea filante. Anche Geopolis sarà motorizzato Piaggio nella versione 250 e Peugeot nella 125, entrambi Euro 3 e in uscita dalla prossima primavera in poi.

In perfetto stile Peugeot non mancheranno tutti i sistemi di frenata abs e anti-pattinamento, che saranno però disponibili solo in alcune versioni, per non togliere il gusto di una frenata motociclistica a chi non si trova bene con questi sistemi, come succede personalmente anche a me.

Altre immagini nella sezione Fotografie - Fiere e saloni

 
Di Always (del 29/09/2005 @ 23:27:53, in Fiere e Saloni, linkato 1572 volte)
Uno stadio intero parlava giapponese ieri sera a Parigi. Il teatro della finale dei Mondiali 1998, alla porta nord di Parigi era tutto per Honda, campo escluso, per non rovinare il prato. Ma i giapponesi hanno fatto le cose in grande, compreso disporre i sedili della curva in un'enorme scritta honda sul secondo anello!

Che il salone di Parigi sia diventato importante ve l'ho già detto ieri, e la conferma si ha anche stavolta, dopo la grande serata yamaha al Lidò di Parigi, uno dei cabaret più celebri del paese. due anni fa la fiera era una passerella per i marchi francesi, Peugeot e MBK, circondati dalle altre case tutte in tono minore. Stavolta no, e come nelle migliori fiere c'è chi si vuole distinguere con dei fuori-salone.

La serata di Honda è durata oltre due ore, con 500 giornalisti sugli spalti della curva sud ad assistere ale novità della casa, che per lo più hanno riguardato motorizzazioni, estetica e tecnologia, ma nessun modello nuovo. Il padrone di casa è stato Asimo, un piccolo robot umanoide davvero impressionante per i suoi movimenti e la sua "umanità": sembrava difficile non considerarlo un essere animato durante il suo show in cui salutava il pubblico, ballava e saliva le scale come porebbe fare un bambino. Asimo è nato proprio per dimostrare le capacità innovative e il livello tecnologico d'avanguardia raggiunto da Honda.

Tra le novità scooter il nuovo Silver Wing 400, bicilindrico come il 600 e con la stessa carrozzeria del fratello maggiore, ma che si distingue per i cerchi e la forcella anteriore di colore nero. Tra le altrre novità sempre affascinante il VFR, ancora più cattivo e con consumi più ridotti: non un best seller come il CBR, ma un vero trionfo di ingegneria. Nuova anche la Deauville, ora con motore 680 cc e 10 cv in più, oltre a un nuovo disegno del posteriore con due borse laterali comunicanti sulla coda.

Tra le innovazioni tecnologiche Honda ha presentato il nuovo airbag per moto che sarà disponibile da giugno 2006 sulla Gold Wing, un sistema che ancora nessuno ha mai sperimentato e che lascia perplessi molti. Di solito, infatti, si cade in maniera sempre diversa, mentre l'airbg si gonfia solo sulla parte anteriore. Sarà davvero un salvavita o potrà dare qualche problema. La casa giapponese ci sta lavorando da anni con simulazioni e crash test, come abbiamo visto già a Monaco lo scorso anno. Io non sono molto convinto della sua efficacia, ma se solo può dare una mano ben venga!
 
Di Always (del 29/09/2005 @ 15:10:36, in Fiere e Saloni, linkato 5294 volte)

La novità Piaggio arriva via email, perchè il Salone per il gruppo di Pontedera aprirà le presentazioni domani, nella la giornata dedicata ai giornalisti. Al telefono me l`avevano anticipato, e sono stati di parola "una novità, ma nulla di rivoluzionario". Ecco che anche Piaggio X8, che qui a Parigi è uno dei più venduti; si adatta al motore Quasar 250 già in regola con le normative Euro 3. Ormai si è creato uno standard, in più o meno tutte le marche: gli scooter leggeri hanno motori 125, 150 e 200 cc, mentre i maxiscooter, che già a 125 cc arrancano un po` ma sono necessari per chi ha solo la patente B, crescono tutti a 250 cc.

Il nuovo X8 pero` non cambia solo il motore, ma anche qualche particolare estetico, come il nuovo disegno della coda, il parafango anteriore e la strumentazione, di cui pero` non abbiamo avuto ancora immagini (la vedrete domani). Rimane sempre la capacità di carico da record migliorata dal nuovo design del bagagliaio: nella pubblicità legata all`uscita dell`X8 due anni fa si vedevano delle mazze da golf spuntare dall`apertura posteriore del vano sottosella, ora, con una capacità dichiarata di 56 litri cosa ci potrà stare?

Anche la sella è stata ridisegnata, ammorbidita  e abbassata di qualche centimetro, per permettere a tutti di guidare qesto maxi senza problemi. Infine il prezzo: disponibile da ottobre 2005, il nuovo X8 250 sul mercato italiano sarà commercializzato al prezzo di Euro 4.390,00. Il prezzo della versione X8 125 è di Euro 3.660,00.

Questi sono i dettagli segnalati nel comunicato stampa, in attesa di vederlo domani al Salone. Per tutti i possessori di X8, ci sarebbero state altre modifiche importanti che secondo voi avrebbero dovuto apportare in Piaggio?

 
Di Always (del 28/09/2005 @ 22:59:04, in Fiere e Saloni, linkato 776 volte)

28 settembre: Yamaha sfila al Lido di Parigi
Tolto l'appuntamento di Monaco di Baviera, e con la nuova fiera a Milano diventata annuale, il salone di Parigi sembra diventato indispensabile per tutte le case, che come al solito tentano di distinguersi presentando modelli e nuove versioni al di fuori degli stand della Fiera. Un`abitudine che sta prendendo una brutta piega, perchè il Salone apre alla stampa venerdi 30, mentre le presentazioni cominciano già il 28, 2 giorni prima! E cosi ieri mi sono mosso, per una volta non in scooter ma con un comodo aereo low cost da Milano Linate a Parigi Orly per seguire le novità Yamaha, presentate al cabaret Lido, sugli Champs Elysees.

Presenti centinaia di giornalisti, ma soprattutto a gran parte dello staff Yamaha giapponese. Poverini, sono anche capibili, ogni occasione è buona per uscire dalla cittadina industriale di Iwata, in Giappone!

Novità poche, ma per lo più una passerella di modelli che hanno segnato i successi della casa nel 50 simo anniversario della sua nascita, celebrando le vittorie di Valentino Rossi nella MotoGP e di Stefan Everts nella MX1, ma tralasciando purtroppo di citare qella del nostro Cairoli nella MX2

Per fortuna una presentazione con poche parole per lasciare spazio allo spettacolo, con le ballerine nei tradizionali vestiti di scena tutte piume e paillettes e le moto protagoniste; tra cui svettava la nuova FZ1 in versione naked, con un faro anteriore già visto, ma che ha dato una nuova linea alla moto. Senza carena e con l'anteriore cosi modificato sembra tutta un'altra moto!

Per gli scooteristi pochi modelli, il sempreverde T-Max, qui in versione "Black Max" con sella rossa e carrozzeria opaca e il nuovo X-Max, in versione 125 per adattarsi al mercato francese, visto che qui a Parigi è difficile trovare un maxiscooter.

Un bello spettacolo in un cabaret storico, ma pochi contenuti tecnici, che saranno invece sviluppati nella conferenza stampa di venerdi mattina in fiera... Oggi invece saro' ospite di Honda, che presenterà le sue novità allo Stade de France, chissà che non ci sia un bello scooter nuovo da farvi vedere domani mattina sul blog?

 
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