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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Always (del 21/01/2008 @ 18:16:16, in Equipaggiamento, linkato 2099 volte)

Giorni fa ho ricevuto un comunicato stampa dall’azienda Helite, che da anni studia e da poco realizza un sistema di Airbag per il moto-scooterista. In questo caso il concetto è diverso da quello automobilistico: il cuscino per attutire l’impatto si gonfia direttamente sul pilota e non sul punto in cui andrà a urtare. Ovvio, direte, perché succedendo nella maggior parte degli incidenti che il pilota voli lontano dal mezzo o comunque batta la schiena oltre alla testa già riparata dal casco, sarebbe inutile mettere un airbag nel punto in cui presumibilmente si colpisca la propria moto o scooter.

Già e allora alla Honda cosa stanno facendo da tempo? La casa giapponese ha infatti progettato l’airbag da moto che presentò al Salone di Parigi ormai 3 anni fa, ma si parlava del Gold Wing, moto da cui non si scappa facilmente neanche in caso di caduta data la sua mole.

Intanto le case di abbigliamento, Dainese e Spidi in testa, stanno da tempo realizzando sistemi di protezione per il pilota molto avveniristici e sempre più sicuri, e fanno molto bene a sperimentarli durante prove e gare del Motomondiale, dove vie di fuga a parte la velocità di una caduta e il tempo d’impatto li mettono sicuramente a dura prova.

Uno dei testimonial e dei più entusiasti utilizzatori del sistema Dainese chiamato D-Air è italiano, il nostro Marco Simoncelli. Chi ha seguito l’ultima gara di Valencia delle 250 avrà visto dopo la caduta dell’italiano un airbag gonfiato su spalle e collo. Ma questo sistema è dedicato esclusivamente ai piloti, è un sacco esterno abbinato alla tuta e funziona con un sistema di accelerometri, girometri e GPS indipendenti dalla moto. Si apre in 40 millesimi di secondo e dal video pubblicato su Youtube sembra perfetto.

Tornando a sistemi per “umani”, il vantaggio di questi airbag da moto è che non costano un occhio della testa ogni volta che vengono utilizzati. Riparare un airbag da auto si sa quanto viene a costare, mentre l’apertura del palloncino nel giubbotto è momentanea in alcuni sistemi e poi si sgonfia automaticamente, anche per non impedire i movimenti.



Come funziona? Sostanzialmente come il famoso cordicino salvavita che si indossa quando si guidano Jetski o motoslitte, cioè una lunga corda flessibile che va collegata alla moto. Nel momento in cui si cade la corda si tende fino ad azionare l’apertura della bombola che gonfia l’airbag, ma ci vuole uno strappo di almeno 30 kg, che non possono essere provocati accidentalmente. 

Chi l’ha provato ne parla un gran bene, sia per la vestibilità dei giubbotti completi di airbag e bomboletta per la ricarica, sia per il suo funzionamento che sembra immediato. Rimane sempre il dilemma, se posizionarlo sul pilota, sulla moto o su entrambe;  voi cosa ne pensate?

 
Di Always (del 28/03/2006 @ 14:54:02, in Equipaggiamento, linkato 2565 volte)

Ho testato per alcuni giorni TomTom RIDER, il nuovo sistema di navigazione ideato per moto e scooter.
Un oggetto che potrebbe sembrare un gadget, ma che diventa dopo qualche giorno d’uso un accessorio indispensabile a cui non si riesce a fare a meno. In quasi un mese l'ho utilizzato come farebbe l’utente finale, per vedere se, adattandosi alle mie caratteristiche può definirsi un apparecchio "a prova di stupido", e si è dimostrato davvero semplice e intuitivo, si può utilizzare anche senza leggere il manuale di istruzioni.

TomTom RIDER viene fornito in una scatola cubica, una magic box full optionals che contiene un'infinità di accessori, e dove non manca davvero nulla. Hanno pensato a tutto, oltre ai diversi manuali di spiegazioni, ai cavi per la connessione al PC, al CD di installazione per l'interfaccia con il computer si scoprono molte chicche che dimostrano lo studio effettuato: caricabatteria con spina italiana e inglese, un cavo per alimentare TomTom direttamente dalla batteria della moto, tre diversi supporti per agganciare l'apparecchio al manubrio, allo specchietto o su altri punti fissi di moto e scooter, due differenti auricolari, una prettamente da casco, piatta, e un'altra da utilizzare anche a piedi o in bicicletta. Il sistema di connessione Bluetooth è compreso nella confezione, oltre a custodia in neoprene antipioggia, un panno per la pulizia dello schermo, bulloneria e brugole che fanno invidia a un mobile Ikea.

Non manca ovviamente la cartografia italiana completa in una scheda SD da 256 MB, che si può eventualmente sostituire con una propria più capiente che contenga anche le mappe di altri stati o città europee. Per aggiungere mappe è semplice, basta iscriversi ai servizi Plus che si trovano sul sito tomtom.com, e si possono acquistare le cartografie di città e paesi, anche dell'Europa dell'est, che negli ultimi anni sono state dimenticate dai navigatori GPS.

Accensione: Il primo approccio con TomTom Rider, non è traumatico, anzi, è tutto molto semplice. Una volta caricato l'apparecchio e il dispositivo Bluetooth (stesso caricatore), basta inserire la scheda SD nello slot, accendere il bottone laterale (un po' scomodo ma ci si fa l'abitudine) e le prime schermate guidano alle impostazioni principali. Si può regolare luminosità, sfondi delle cartine, scegliere la voce della guida vocale (femminile è meglio!) e cominciare a chiedere le prime strade.
Intanto TomTom Rider si collega automaticamente alla rete di satelliti, ma bisogna essere in esterno. A Milano ho notato un ritardo nella connessione in alcuni casi anche di qualche minuto, rispetto a una connessione in campagna, dove il segnale arriva in pochi secondi. In ogni caso la connessione è molto veloce.

Installazione base: ho installato TomTom Rider su un Kymco XCiting 250 che ho attualmente in prova, e ho dovuto praticare 4 piccoli fori sulla mascherina posta al centro del manubrio. Questa è l'unica soluzone sul Kymco, che non ha un manubrio nè specchietti tradizionali. L'alternativa sarebbe stata incollare la base di TomTom sulla mascherina, ma proprio in quel punto è posizionato il marchio Kymco in rilievo e non aderirebbe bene. Avvitata la base (2 minuti) ho sistemato il supporto per TomTom con altre viti a brugola minuscole in dotazione. Posizionato centrale TomTom Rider non dà fastidio alla strumentazione, a meno che non si guidi molto arretrati, ma in ogni caso si copre al massimo l'indicatore di velocità e il contachilometri, tutti dati che anche TomTom fornisce sul suo display molto più luminoso.

In viaggio: per testare TomTom Rider sono andato da Milano a Brunate, sul lago di Como, affrontando autostrada, città e percorso extraurbano. La ricerca della strada è semplice, basta digitare sulla tastiera che appare sul display il nome della città, l’indirizzo o il punto di interesse, e TomTom elabora in pochi secondi il percorso selezionando la rotta tra oltre 70.000 strade. L'unica scomodità è che la tastiera è organizzata in maniera alfabetica, e non intuitiva come quella di un pc Ho scelto di percorrere strade a pedaggio, ma nel caso TomTom avrebbe trovato l'alternativa. Da casa mia sono esattamente 54,4 km da percorrere in 1h 01 min.

Trovato l'indirizzo in 3 secondi TomTom elabora il percorso, Collego l'auricolare e parto. in città ovviamente ci si sente più sgamati di TomTom e allora la strada per uscire da Milano non la ascolterei neanche, ma essendo una prova mi faccio guidare. Le strade seguite sono di solito di medio traffico, cercando il compromesso migliore tra scorrevolezza del traffico e minor numero di deviazioni possibili. In definitiva TomTom cerca di ragionare in linea retta dove conviene, limitando l'intervento sul guidatore che alle volte si dimentica pure di essere guidato, fino alla fatidica frase: " Tra 200 metri, girare a sinistra"

Utilizzando un casco un po’ rumoroso non si sente distintamente la voce alle alte velocità, ma in città o nelle statali il suono arriva perfetto. Rispetto a walkman e altri apparecchi il volume è più basso, non guasterebbe qualche watt in più.

In città è fondamentale, e ci si lascia trasportare dalle indicazioni tanto da non leggere neanche i cartelli, dato che distanza dalla meta, velocità e svincoli sono tutti sul display. Le strade scelte alle volte contraddicono anche la segnaletica fissa, ma a chi conosce una città capita spesso di ignorare cartelli per scegliere un proprio percorso. Precisissimo il tempo di percorrenza, e i minuti mancanti al traguardo, che tengono conto anche di semafori e rallentamenti, visto che l’ora di arrivo stimata è spesso spaccata al minuto.

Arrivo a destinazione senza la minima sbavatura, anche nelle rotonde TomTom Rider si è dimostrato preciso, segnalando il numero dell’uscita con il giusto anticipo. Nelle città, se ci si fa guidare solo dalla voce può capitare di avere l’avviso all’ultimo, perchè tra preavviso e svolta capita di trovare altre strade che inducono in errore.

Infine un cenno alla durata della batteria, buona se si pianifica un viaggio di mezza giornata ma insufficiente se il giro dura più di 4 ore consecutive. In quel caso occorre collegarsi, con i cavi in dotazione, alla batteria della moto.

Prova decisamente superata in queste prime uscite con TomTom Rider, ma ho sfruttato solo una piccola percentuale delle sue caratteristiche. Appena avrò a disposizione un telefonino Bluetooth proverò la connessione al TomTom, sfruttando la possibilità di effettuare e ricevere chiamate in cuffia, ma anche di leggere o scrivere SMS sul display di TomTom.

E mancano ancora da testare i servizi Plus come il meteo, l’aggiornamento del traffico in tempo reale e la mappa aggiornata degli autovelox. Io ormai mi sono “ammalato” di TomTom RIDER, e lo porto con me anche quando non sono in scooter.

Informazioni sul TomTom RIDER le trovate sul sito internet www.tomtom.com , mentre il prezzo al pubblico della scatola magica conenente TomTom Rider, supporti, cartografia italiana, cuffie spine, cavi, ecc è di 599 euro IVA inclusa.

 
Di Always (del 25/01/2006 @ 16:03:32, in Equipaggiamento, linkato 1247 volte)

Un impianto completo per utilizzare l'ìIpod senza cuffie sulla Vespa? E' l'ultima trovata Vintage Made in USA. La notizia è apparsa anche oggi su un sito web di prodotti digitali: macity.net, ma il blog straniero più autorevole sugli scooter; scooterscoop.com l'aveva già pubblicata lunedì 23:

L'Ipod, ormai entrato di diritto nei dizionari per indicare un walkman di ultima generazione, ora si può montare anche sulla Vespa, grazie a un kit fornito dal sito americano scooterworks.com, (esperto in accessori Vintage per scooter), e che consiste in un supporto per l'Ipod da manubrio, un amplificatore da inserire nel cassettino, uno sportello forato per i cablaggi e il montaggio di due altoparlanti Alpine da 4 pollici, anch'essi inclusi.

Questo kit si adatta solo alle Vespa versione P, come la PK e la PX, e non ha un prezzo abbordabile a tutti: costa infatti 300 dollari di listino, a cui bisogna aggiungere le spese di spedizione, che da oltre oceano sono una bella botta.

Questo kit fa però tornare alla memoria le Vespa anni '80, con sella Yankee, i coprifanali grigliati bianchi e le immancabili casse nel vano portaoggetti, che facevano tanto zarro.

Ora la musica è cambiata, l'Ipod è fighetto, uno status symbol di design e forse non si sposa così bene con due casse a vista nere nel retroscudo, ma per avere un suono pulito anche a spasso con lo scooter, al diavolo il design, e viva 100 watt di potenza! Sicuramente nella prossima serie di "Pimp My Wheels" su MTV (in lavorazione in questi giorni) questo gadget non potrà manacare...

 
Di Always (del 28/11/2005 @ 23:30:16, in Equipaggiamento, linkato 918 volte)

Un pneumatico da scooter senz’aria, che non si gonfia, e soprattutto non si sgonfia, che non perde pressione, nè si buca e non necessita di alcuna manutenzione, e che sarà di colorazioni diverse per intonarsi con la carrozzeria. Si chiama  Michelin Airless Scooter ed è la nuova rivoluzione di Michelin, la casa francese che ha inventato nel 1912 i pneumatici a bassa pressione e nel 1946 i pneumatici radiali.

Il progetto è ancora in fase di sperimentazione, e ci vorranno alcuni anni, ma al Salone del Motociclo di Milano erano già montati su uno scooter e davano idea di grande solidità.

Michelin Airless Scooter è composto da una struttura radiale realizzata con materiali compositi ed elastomeri con la giusta flessibilità per assorbire i colpi  garantendo la rigidità sufficiente per reggere il peso, e il battistrada, bombato uguale a quello dei pneumatici tradizionali, unito alla parte radiale da rinforzi compositi. Due parti agganciate insieme ma indipendenti: una volta montati gli Airless, infatti, sarà possibile sostituire solo il battistrada, risparmiando costi e consumi, e si potrà scegliere il disegno più adatto alle proprie caratteristiche, scolpito, cittadino o per tutti i terreni.

Per garantire la giusta flessibilità, il collegamento tra cerchio e pneumatico avviene al centro della ruota e non a livello delle spalle come nei pneumatici tradizionali.

I vantaggi sembrano molteplici: niente manutenzione ordinaria, la pressione della gomma non dve essere controllata periodicamente; non si buca, e quindi non serve fermarsi o infilare la bomboletta di emergenza che di solito espande schiuma dappertutto (avete mai provato?); in più, un’eventuale rottura di uno degli elementi radiali consente di proseguire il viaggio: basta fermate improvvise.

Non si perde pressione, e non scoppia il pneumatico, per cui è scongiurata ogni caduta o perdita d’aderenza improvvisa; e nessun vandalo rischierà di farvi un bello scherzetto, neanche se parcheggiate sul marciapiede!

In più, e questa è la genialata, Michelin Airless è fatto per durare quanto il veicolo: quando il battistrada si consuma, si cambia solo quello e si riaggancia all’elemento radiale, a costi molto più contenuti!

Peccato che manchino almeno 5 anni prima di vederli in strada, ma se funzionaranno come dicono saranno la vera rivoluzione. Io personalmente ho sempre paura di trovarmi con la gomma a terra, soprattutto quando faccio lunghi viaggi. Provate voi a fermarvi a Tallinn (bellissima città, ci sono molti argomenti per restare) e sapere dal concessionario ufficiale yamaha non c'è il pneumatico per il Majesty 400. Per fortuna che la foratutra ha tenuto! Io non vedo l'ora...

 
Di Admin (del 02/08/2005 @ 09:27:19, in Equipaggiamento, linkato 675 volte)

Le cose che porterò con me sono:

Tucanourbano
Giubbotto Aria acqua
Guanti Spring Hector
Set Antipioggia Diluvio
Sottocasco Panama
T-Shirt T-Tu

Sanyo
Fotocamera Xacti C5
Piccolina, sembra una videocamera, ma scatta soprattutto delle ottime foto, brillanti e con un grande campo visivo. Pesa pochissimo e sta tranquillamente in tasca. Intelligente il dsplay LCD orientabile, che permette di scattare foto da ogni inquadratura. Le foto che vedete pubblicate nel blog sono state tutte scattate con la Xacti C5. Per migliorare la messa a fuoco bisogna agire sul menu, intuitivo, che permette di usare le funzioni manuali o automatiche. Io ho sempre impostato tutto su sport, la funzione che permette di scattare in movimento.
Lo zoom è molto potente, ma per la massima resa ed evitare immagini un po' sgranate in alta risoluzione meglio azionarlo al 70%, che è già più che sufficiente.
La batteria consuma poco e si carica velocemente: bastano poco più di 2 ore di carica per garantirsi senza problemi oltre 140 foto a display acceso.
Sono soddisfatto di questo oggetto, per la facilità di utilizzo, la qualità delle immagini (che potete vedere anche voi), per la velocità di accensione, molto importante quando si vuole prendere un partcolare al volo, e sopattutto per l'ergonomia della Xacti C5, perchè si impugna come una pistola per sparare foto a raffica o eseguire filmati, che vengono con ottima risoluzione, ma che ho potuto utilizzare poco per esigenze di spazio nella scheda SD.
Il mio rodaggio della Xacti C5 è durato oltre 1GB di immagini, quasi un migliaio.

Nolan
Casco N42

...e ovviamente

Aprilia!
Scooter Atlantic Sprint 500
Sistema radio MOB
Borsa da tunnel da 45 litri
Abbigliamento e antipioggia

A breve ne troverete una descrizione accurata.

 
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