Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Always (del 26/09/2006 @ 15:15:53, in News, linkato 3076 volte)
L'avevamo già notato al Salone del Motociclo di Milano nel 2005, quando dal padiglione 22 oltre che un grande odore di cibi cotti al vapore, agrodolce e soia uscivano anche numerosi cloni dell'Honda CN e piccoli scooter dalle sembiuanze molto asiatiche, che per un pugno di Euro sarebbero potuti entrare comodamente nel garage di qualsiasi italiano. I cinesi sia in fiera che tramite internet sono stati in questi mesi molto aggressivi per trovare il modo di vendere nel nsotro paese i loro prodotti approfittando di un costo medio di produzione e vendita fino a circa un decimo di quello italiano.
Per vendere e distribuire in Italia però i cinesi hanno bisogno di partner che possano organizzare tutti i passaggi, ma di imprenditori scafati nel nostro paese sembra che non ci sia così carenza, tanto che sempre più spesso si legge di nuovi scooter cinesi importati da noi.
Nulla da dire quando le aziende italiane fiutano dei veri e propri affari come Sym e Kymco, due floride e stimate fabbriche di Taiwan che ormai da anni sono presenti sul nostro mercato con grande soddisfazione soprattutto degli acquirenti. Ma cosa succederà invece alla concorrenza spietata di mezzi che costano sempre meno e d cui si ignora il servizio post-vendita?
Sinceramente sono preoccupato di questo fenomeno, sempre nei termini di soddisfazione di una clientela che da ora in poi acquisterà gli scooter all'incrocio delle strade, negli autogrill o facendo shopping in tv come già succede per le minimoto da 99 euro. Chi potrà tutelarli dalla sola che c'è sempre dietro l'angolo? Si, perchè questi scooter low cost vengono così presentati in italiano grazie all'appoggio di parner nostrani e si crea confusione sulla semplice importazione e sulla produzione industriale, che avviene a costi, e soprattutto a livelli qualitativi cinesi.
Non è un discorso di difesa del prodotto nazionale, di un patriottismo sfrenato che deve moralmente costringere a comprare i prodotti del gruppo Piaggio o Malaguti, tralasciando tra l'altro Garelli che marchia con lo storico logo un plasticone cinese al 100%. Ben venga anche la qualità giapponese o francese, perchè è un discorso di costo/qualità, che se da una parte sembra eccessivo spendere per la qualità giapponese, dall'altro sembra inutile e stupido spendere un terzo per un mezzo che però non garantisce un servizio pronto ed "europeo" nel momento in cui si presenta un problema.
Quindi, preparandovi alla grande invasione cinese appoggiata dai partner italiani, vi esorto a mettervi in guardia, fate sempre attenzione alla qualitàù e al servizio che ogni marchio vi potrà garantire, lo specchietto del prezzo è ormai un vecchio trucco a cui penso che nessuna casa storica presente nel nostro paese dovrà curarsi più di tanto.
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